Avere fame di vento. Alighiero Boetti


ArtSTORIA 5x5x5

5 film, 5 artisti, 5 poetiche


Un progetto a cura di Elettra Stamboulis realizzato da Associazione Mirada

Con la collaborazione di Accademia di Belle Arti di Ravenna,

del Comune di Ravenna e del Cinema Astoria di Ravenna

ArtSTORIA 5x5x5 | 12 febbraio

 

Cosa rimane nella nostra retina di tutte le immagini che ogni giorno ci bombardano? Quali sono le immagini che veramente colpiscono il nostro immaginario e quali quelle che scorrono via, senza lasciare traccia? Sicuramente il cinema, con il suo insieme ipnotico di narrazione, musica, immagini in movimento, montaggio, si sedimenta più di altri nel nostro occhio: ecco perché abbiamo chiesto a 5 docenti dell'Accademia di Belle Arti di Ravenna di indicarci ciascuno un film che per loro aveva avuto un particolare significato, che aveva in qualche modo contribuito a creare la loro poetica o visione del mondo.

 

Questi cinque film saranno proiettati da gennaio a maggio per cinque domeniche: cinque artisti, che hanno fatto parte del progetto RAM nelle scorse edizioni, sono invece chiamati ad interpretare con il loro occhio e creare quindi cinque progetti espositivi, ciascuno dedicato ad un film in visione all'Astoria.

 

Lo spazio di questo cinema, che racconta di un mondo in parte disperso e finito, quello degli anni '60, delle splendide sorti progressive dell'ampliamento industriale di Ravenna, si presenta come un contenitore complesso, ma sfidante per il lavoro dei cinque artisti, diversi anche per tecniche e approccio. 

 

 Il terzo appuntamento della fortunata rassegna Artstoria insegue la visione del pittore Andrea Chiesi: la fuga nella città ideale e stilizzata, segnata dalla sua caducità, che è una delle chiavi della poetica del docente dell'Accademia di Ravenna, si riconosce nella città narrata da Wim Wenders ne Il cielo sopra Berlino.

 

Ispirata dalle poesie di Rilke, la pellicola che vinse la Palma d'oro a Cannes per la regia nel 1987, è sicuramente una musa ispiratrice per molti che la videro negli anni '80 e che intuirono che in questa onirica visione si nascondeva qualcosa che stava accadendo sotto la superficie delle cose. Costruita senza mappa, senza una sceneggiatura fissa, inseguendo la città e i suoi rumori fantasmatici, i suoi umori, le pulsioni crepuscolari del regista, gli ascolti musicali che erano allora chirurgia dell'anima, quest'opera è sicuramente una delle pellicole culto di quegli anni e guidò lo sguardo di chi vedeva in Berlino il punto limite dell'esperienza europea.

 

Sarà sicuramente una scoperta invece, per chi è venuto dopo, la guida di Homer, l'anziano che guida gli angeli nella spiazzante Postdamer Platz segnata dalla guerra e dalla divisione: quello che fu non torna, e la parabolica ricostruzione seguita alla riunione delle due Germanie ha sicuramente prodotto un effetto totalmente diverso dai ricordi in bianco e nero che si ascoltano nel film.

 

L'istallazione della video artista Miriam Dessì dal titolo Flâneur parte dall'impianto sonoro, in particolare da Nick Cave & the Bad Seeds, che hanno un ruolo cruciale nel film, e dà una personale interpretazione delle luci e delle ombre, intese non solo come strumenti espressivi. Il video si ispira alla trapezista del film, Marion, con i suoi dilemmi, incastrata nella realtà fuggente che il suo mestiere comporta, costantemente “appesa ad un filo”, si interroga sulla sua identità, sulla sua storia, sul suo futuro. Così Flâneur si muove dentro la città; una città generica, frammentata, immaginata, malinconica, in cui prendono corpo pensieri e riflessioni. 


Perchè Chiesi ha scelto questo film?

 

“La città è la vera protagonista. Si fa corpo, creatura, ma è una città che non esiste più, in bianco e nero, prima della caduta del muro, resa magistralmente in musica da Nick Cave and the Bad Seeds con Blixa Bargel degli Einsturzende Neubauten.

 

Una città esistenziale, fuori dal tempo, come l'hanno conosciuta gli angeli che osservano gli abitanti dall'alto della Siegessaule e che si trovavano già lì prima di ogni cosa. L'angelo che per amore, ma anche per sentire, toccare, annusare, vedere i colori, rinuncia alla corazza dorata e si fa carne, perchè l'uomo nella sua caducità vive in ogni istante un miracolo che anche l'angelo invidia.”.

 

Quando il bambino era bambino

era l'epoca di queste domande.

Perchè io sono io, e perchè non sei tu?

Perchè sono qui, e perchè non sono lì?

Quando comincia il tempo, e dove finisce lo spazio?

La vita sotto il sole è forse solo un sogno?

Non è solo l'apparenza di un mondo davanti al mondo

quello che vedo, sento e odoro?

C'è veramente il male e gente veramente cattiva?

(Peter Handke, da Lied vom Kindsein, in Il cielo sopra Berlino)


Andrea Chiesi (1966), artista contemporaneo, ha vinto i premi Gotham Prize, Istituto Italiano di Cultura New York (2012); I Premio Terna (2008); V Premio Cairo Editore (2004), XXXVIII Premio Suzzara (1998). Si sono occupati del suo lavoro i critici Dede Auregli, Luca Beatrice, Mario Bertoni, Francesco Bonami, Mian Bu, Carlo Alberto Bucci, Beatrice Buscaroli, Sarah Cosulich Canarutto, Fernando Castro Florez, Fulvio Chimento, Arnaldo Colasanti, Valerio Dehò, Franco Fanelli, Michele Fuoco, Alberto Fiz, Walter Guadagnini, Flaminio Gualdoni, Shao Kang Chunzi, Camillo Langone, Gianluca Marziani, Anna Mecugni, Nadia Raimondi, Achille Bonito Oliva, Sandro Orlandi, Marco Pierini, Ivan Quaroni, Gianni Romano, Gabriele Sassone, Maurizio Sciaccaluga, Chiara Serri, Vittorio Sgarbi, Angela Vettese, Peter Weiermaier, Alberto Zanchetta.

Ha collaborato con gli scrittori Roberto Alperoli, Giorgio Casali, Emidio Clementi, Ugo Cornia, Giovanni Lindo Ferretti, Giancarlo Liviano D'Arcangelo, Marco Philopat, Giovanni Rossi, Simona Vinci.

Ha collaborato con i gruppi musicali Ataraxia, Officine Schwartz, Disciplinatha, Massimo Volume Consorzio Suonatori Indipendenti, Siegfried.

Insegna Pittura all'Accademia di Belle Arti di Ravenna dal 2015.

Miriam Dessì (1985) vive a Ravenna e lavora nell’ambito della produzione video. Dal 2005, durante il programma di scambio Erasmus presso la Facultad deBellas Artes di Bilbao, approfondisce lo studio del video arrivando così a fare di questo il suo mezzo di espressione artistica e di ricerca. Nel 2008 si laurea all’Accademia di Belle Arti di Ravenna con una tesi sul tema dell’inquietudine nei videomusicali ponendo l’attenzione sul video musicale come forma d’arte e approfondendo, nello specifico, il lavoro di Chris Cunningham e Floria Sigismondi. Fra il 2009 e il 2014 vince diversi premi, fra cui la prima edizione di Starting Point, premio riservato ai migliori studenti dell’Accademia di Belle Arti di Ravenna e, nel 2012, per la sezione video, viene selezionata per il Festival Internacional de Arte Independiente, INCUBARTE V, di Valencia, dove espone i suoi lavori in diverse sedi della città. Nel 2015 vince il premio ravennate RAM per giovani artisti. Attualmente lavora a progetti video su commissione, collaborazioni e nuovi progetti di ricerca artistica personale.


ArtSTORIA 5x5x5 | 12 febbraio

 

 

Il secondo appuntamento segue la visione di Alberto Giorgio Cassani che ha scelto Paris, Texas, il film del 1984 vincitore della Palma d'oro a Cannes quell'anno: scritto in parte insieme al drammaturgo e attore Sam Shepard, è uno dei film più amati dal pubblico del regista tedesco Wim Wenders. E l'interprete della visione non poteva che essere un fotografo, Nicola Baldazzi (classe 1985), legato alla poetica della scuola di Guido Guidi e di Osservatorio fotografico.

 

La pellicola scorre come una specie di blues visivo, una viaggio in paesaggi quasi immaginari, nell'occidente americano che sta nei nostri sogni. C'è molto del pittore del silenzio, Edward Hopper, ma c'è anche un'indagine anarchica sull'amore, c'è la frontiera che abbiamo in testa, e l'impossibilità di incontrarsi. Shepard aveva collaborato anche alla sceneggiatura di Zabriskie Point di Antonioni, è quindi doppiamente artefice della visione poetica del deserto americano nel nostro immaginario.

 

 

La mostra di Nicola Baldazzi sarà un'istallazione fotografica con una selezione di fotogrammi del film e suoi ritratti di paesaggi del territorio, da cui il titolo Ravenna, Ohio. Alternate a fotogrammi rubati e anche non presenti nel girato finale del film, il ritmo espositivo avrà anche un accompagnamento musicale. Difatti durante l'inaugurazione ci sarà un concerto del gruppo Cacao ovvero Matteo Pozzi (chitarra) e Diego Pasini (basso). Una sorta di tributo sentimentale e replica originale del lavoro di Wenders, tra la Baiona e il West. 

La pellicola scorre come una specie di blues visivo, una viaggio in paesaggi quasi immaginari, nell'occidente americano che sta nei nostri sogni. C'è molto del pittore del silenzio, Edward Hopper, ma c'è anche un'indagine anarchica sull'amore, c'è la frontiera che abbiamo in testa, e l'impossibilità di incontrarsi. Shepard aveva collaborato anche alla sceneggiatura di Zabriskie Point di Antonioni, è quindi doppiamente artefice della visione poetica del deserto americano nel nostro immaginario.

 

La mostra di Nicola Baldazzi sarà un'istallazione fotografica con una selezione di fotogrammi del film e suoi ritratti di paesaggi del territorio, da cui il titolo Ravenna, Ohio. Alternate a fotogrammi rubati e anche non presenti nel girato finale del film, il ritmo espositivo avrà anche un accompagnamento musicale. Difatti durante l'inaugurazione ci sarà un concerto del gruppo Cacao ovvero Matteo Pozzi (chitarra) e Diego Pasini (basso). Una sorta di tributo sentimentale e replica originale del lavoro di Wenders, tra la Baiona e il West. 


Perchè Cassani ha scelto questo film?

 

“A volte i film rimangono impressi per una sequenza. Credo che una delle più belle dell'intera storia del cinema sia quella del peep-show del Keyhole Club di Paris, Texas di Wim Wenders. Vi sono rappresentati due dei sensi principali dell'uomo: la vista e l'udito. Si passa dallo dimensione non paritaria del vedere (Travis che osserva Jane senza che lei possa guardarlo), all'equilibrio dell'udire (Jane che finalmente ascolta la confessione di Travis). A far da contrasto assoluto con questa stanza-cella, gli sconfinati paesaggi dell'America, dal deserto alle highway, alle banche "drive-in", agli hotel-grattacieli. Che Wenders ci ha insegnato a vedere, forse per la prima volta”.


Alberto Giorgio Cassani (1960), laureato in Architettura al Politecnico di Milano e dottore di ricerca in Conservazione dei beni architettonici, è docente di prima fascia di Elementi di architettura e urbanistica all’Accademia di Belle Arti di Venezia; insegna a contratto la stessa materia, dal 1995, all’Accademia di Ravenna. È redattore delle riviste «Albertiana» e «Anfione e Zeto» e collabora con «Casabella». Studioso di L.B. Alberti, ha al suo attivo diverse monografie e saggi. Tra le sue più recenti pubblicazioni: L'occhio alato. Migrazioni di un simbolo (Aragno 2014) e Figure del ponte. Simbolo e architettura (Pendragon 2014). Suoi campi d’interesse sono inoltre la storia dell’architettura moderna e contemporanea, la teoria e storia del restauro, la letteratura sulle città e la fotografia d’architettura.

 

Nicola Baldazzi è nato nel 1985 a Ravenna dove vive e lavora. Si è formato seguendo le lezioni di Guido Guidi presso l’Accademia di Belle Arti di Ravenna. Successivamente ha seguito laboratori con diversi fotografi e artisti tra i quali: Alessandro Tosatto, Cesare Fabbri, Andrew Phelps, Marcos Morau, Gerry Johansson, Jason Fulford, Joachim Brohm e Valentina Seidel. Nel 2013 l’associazione Osservatorio Fotografico di Ravenna ha pubblicato il suo primo libro “Piccolo prontuario di fotografia segnaletica”. Nello stesso anno è finalista al Premio Francesco Fabbri per le Arti Contemporanee. Nel 2014 è tra i vincitori del concorso Giovane Fotografia Italiana all'interno del festival Fotografia Europea di Reggio Emilia. Nel 2015 vince il premio biennale R.A.M. sezione fotografia promosso dall'Ass. Culturale Mirada di Ravenna. Nel 2016 è tra gli autori selezionati per la mostra e la pubblicazione Abitare il deserto curata da Giovanni Zaffagnini e Osservatorio Fotografico di Ravenna.

Come per gli altri appuntamenti, si può vedere il film a 8 euro, oppure visione + calice di vino a 10 euro. 


Come per gli altri appuntamenti, si può vedere il film a 8 euro, oppure visione + calice di vino a 10 euro. 

 

Le mostre – istallazioni saranno visitabili dagli spettatori per un mese negli orari di apertura del cinema.

La visione di Alberto Giorgio Cassani

Film: Paris Texas, di Wim Wenders.

Artista Nicola Baldazzi

Data: domenica 12 febbraio. Inaugurazione ore 19.45


Video realizzato da Miriam Dessì | Attrice Giulia Rabboni | DOP Ettore Zito | Post produzione a cura di Francesco Tedde e Antropotopia | Musiche di Alessio Buttazzoni e collettivo la melassa


Programma

 

La visione di Maria Rita Bentini

Film: Donne senza uomini, di Shirin Neshat

Artista : Sara Vasini

Data: domenica 15 gennaio 2017 inaugurazione ore 18.30. 


 

La visione di Alberto Giorgio Cassani

Film: Paris Texas, di Wim Wenders.

Artista Nicola Baldazzi

Data: domenica 12 febbraio. Inaugurazione ore 18.30


 

La visione di Andrea Chiesi

Film: Il cielo sopra Berlino, di Wim Wenders.

Artista: Miriam Dessì

Data: domenica 12 marzo. Inaugurazione ore 18.30


 

La visione di Leonardo Pivi

Film: Francofonia, di Aleksandr Sokurov

Artista: Viktor Fotso

Data: domenica 9 aprile. Inaugurazione ore 18.30


 

La visione di Paola Babini

Film: The Danish Girl, di Tom Hooper

Artista: Maria Ghetti

Data: domenica 7 maggio. Inaugurazione ore 18.30