Lo chiamiamo granello di sabbia.
Ma lui non chiama se stesso né granello né sabbia…
Del nostro sguardo e tocco non gli importa.
Non si sente guardato e toccato
Da Vista con granello di sabbia, Wislawa Szymborska
L'attesa del nuovo caratterizza in parte l'apertura del nuovo
millennio: parzialmente, ed in modo traumatico, non ne siamo stati
dispensati. Il nostro immaginario e il nostro sguardo sono stati
mutati negli ultimi mesi e le coordinate visive, prima forse più
certe e assiomatiche, sono divenute vacillanti.
Ci sentiamo comunque sempre in attesa di novelle, buone possibilmente,
di nuovi percorsi visivi, che intreccino il saper fare al creare,
e dare lucidità ed esplicitazione a ciò che di esplicito non ha
niente, e si nasconde ancora al nostro guardare.
Aprire le buste dei concorsi per giovani artisti accende sempre
questa attesa. A volte è un fuoco fatuo, ma rimane sempre una
bramosia del vedere il nuovo che, stentatamente a volte, impaludato
di preconcetti spesso, ma che sempre in granelli ci è dato e che
nelle proposte dei giovani e non ancora consolidati artisti spesso
è racchiuso.
I molti granelli costruiscono le spiagge, a volte sono erosi dalle
onde: ma questo non toglie nulla al nostro piacere di passeggiare
e attraversare litoranei.
Crediamo che nella strada percorsa in questi anni qualcosa si
sia sedimentato, perlomeno la qualità dei lavori esposti anche
quest'anno ci fa ben sperare. L'utilità delle cose per fortuna
non ha unità di misura e rimane una grandezza incommensurabile.