ram2009

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crossing

Premio Hera

 

galassini

Roberta Galassini Dove guardo * pellicola super 8 riversata in dvd * 2' : 21" * 2009

 
Dove guardo  

Dolcemente, la risacca si mescola ai versi dei gabbiani e al rumore del vento: sono alcune delle prime immagini che Roberta Galassini registra fra Marina di Ravenna e Lido di Classe, in particolare nei luoghi dove la natura appare ancora abbastanza incontaminata, mescolata tra mare e piallasse.
L’orizzonte è quello che conoscono - o almeno ricordano - tutte le persone che nascono da queste parti: i capanni da pesca verso la costa e le piattaforme al largo. Manca solo il richiamo della sirena del faro nelle giornate di nebbia - in effetti le riprese sono diurne e in giornate di bel tempo - ma la solitudine malinconica di questo rapporto è scritto nella memoria.
É quindi facile identificarsi in quel corpo maschile che si affaccia alla finestra all’inizio del breve video di 3 minuti - girato in super 8 poi riversato su dvd -, che visto di schiena osserva fuori. Dove guarda? La pellicola accentua volutamente il rimando ad una dimensione della memoria, come se i luoghi naturali che si vedono fossero frutto di un ricordo infantile più che dello sguardo di oggi.
La sensazione che si tratti di un passato recente è accentuata dalla leggera accelerazione delle riprese del mezzo così come dal tremito percettibile della ripresa a mano, diversa dalla perfezione asettica dei nuovi mezzi di registrazione. Anche i graffiti verticali della pellicola contribuiscono a renderci certi che il paesaggio che abbiamo amato e che ancora vediamo è destinato a perdersi. Inutile ricordare che la malinconia è storicamente legata all’amore e alla perdita: è quell’insistere sul limite di un cerchio - dove si colloca l’oggetto d’amore - che si desidera ma che è del tutto irraggiungibile.
Il video non indugia solo sul senso della memoria (e della perdita) ma propone ulteriori immagini, molto più dinamiche, che vanno a sostituirsi a quelle naturali: alcune strade del centro di Marina, il traghetto, le insegne delle attività, ci riportano a quella versione in chiave moderna dei lidi così come si sono trasformati in questi ultimi anni. Non ci sono le folle oceaniche dell’estate di Marina, nè lo strepito degli happy hours o il vociare insensato dei vocalist: poco importa, perchè a sottolineare la virtualità dei nuovi panorami del divertimento
globale basta l’intermezzo dell’immagine di un fuoribordo. Non un’immagine reale ma quella di un motoscafo ripreso da un cartellone pubblicitario. L’oggetto di lusso - che rimanda alla proiezione fantastica e collettiva di come siano percepiti questi luoghi e il loro portato di evasione - si inframmette nel girato, per brevi momenti, creando una sorta di disturbo visivo in mezzo a immagini che diventano a loro volta sempre più brevi, a scatti. Lo pseudo spettatore delle immagini iniziali abbandona quindi la sua postazione alla finestra con il gesto di chi è stanco di guardare. E il richiudersi delle tende a listelle lascia intravedere un ultimo e freddo skyline di case e palazzi, “non luoghi” di qui uguali a quelli del villaggio globale.

partner
Serena Simoni
 
INFO + CURRICULUM VITAE  
Nata a Faenza nel 1973
Diplomata all’Istituto d’Arte per la Ceramica “G. Ballardini” di Faenza, si interessa a diverse forme espressive. Nel 2007 realizza il video Tre minuti di mia madre, in pellicola super 8. Viene selezionata al festival SSF08 Summer Student Festival 2008 (edizione Où va la vidéo?) presso la Fondazione March di Padova e il suo lavoro viene scelto per rappresentare l’Italia al Festival BAC08 di Barcellona. Nello stesso anno Tre minuti di mia madre è selezionato al festival Cortointesa 2008 di Frascati (Roma).
 
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