ram2009

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Premio Hera

galassini

Marco Tofi Progetto per la realizzazione dell'opera "pineta" * performance * 2009

 
Selezione all'ingresso  

La lingua, intesa qui come codice di comunicazione, gioca spesso brutti scherzi.
È così che si è portati a confondere le parole e, ancora di più, i loro significati quando questi non siano ben specificati dal contesto che li accoglie.
In relazione a questa che potremmo chiamare “ambiguità di base”, molti artisti hanno costruito degli straordinari paradossi che hanno spesso messo in luce gli aspetti contraddittori della realtà.
Ma gli artisti non sono giornalisti, non conducono inchieste (e già si sente qualcuno esclamare “per fortuna!”) o, tanto meno, hanno l’intenzione di sostituirsi alla politica. L’operatore culturale non si assume il compito di documentare con la maggiore esattezza possibile e, nel contempo, con l’assoluta distanza obbiettiva il dato osservato, anzi, è colui che si può permettere o, meglio, che si prende la responsabilità di tradurre i fatti in figure retoriche che coniugano la costante estetica alla variabile interpretativa, anche quando questa ultima affiora solo dopo le necessarie mediazioni.
Marco Tofi costruisce con sapienza tecnica degli eventi, installativi o performativi, che sono il risultato della sovrimpressione di suggestioni mnemoniche, di tranche de vie e di letture sarcastiche del vivere comune. Pineta (2009) si definisce come la messa in opera di una famigerata forma di controllo del varco, il buttafuori. La rappresentazione concreta di quella che solitamente viene chiamata “selezione all’ingresso” raccoglie per sineddoche, ogni tipologia di discriminazione che, declinata a livello sociale, sessuale, religioso, diventa simbolo delle contraddizioni che affliggono anche la costa ravennate. La soglia d’accesso separa sia gli spazi che le persone che li abitano, si frappone tra due realtà proprio come la pineta che sul lungo mare è linea di confine, in ogni senso.
“Cercando il mare per Ravenna” recita sornione il tema di analisi e la risposta di Tofi anche in questo
caso non rinuncia alla dissacrazione. f2Mx? (2009) è il criptico titolo di una performance realizzata per l’occasione sulle spiagge di Marina di Ravenna. Qualsiasi occhio discretamente allenato alle formule matematiche potrebbe decifrare quei segni come le coordinate incomplete di uno scavo (diametro 2 metri, profondità sconosciuta). Artista e curatore – perfomer d’eccezione – si impegnano in un operazione dal sapore infantile il cui scopo è scavare una buca nella sabbia per trovare l’acqua. Come i bambini, anche i due protagonisti dell’azione performativa sono coscienti del risultato del proprio operare, ma lo reiterano al fine di conseguire un rinnovato stupore. L’ironia, questa volta, scaturisce dallo svelamento di una verità lapalissiana: il mare a Ravenna c’è ed è costantemente sotto i nostri occhi.

partner
Claudio Musso
 
INFO + CURRICULUM VITAE  
Nato a Faenza nel 1981
Nel 2007 partecipa al workshop Residenza d’artista, ceramica nell’arte contemporanea con Alberto Garutti (visiting professor) presso il Museo Carlo Zauli di Faenza. Nello stesso anno partecipa a UNO 2° edizione, Singolare Plurale, a cura di Diatonia progetti culturali e Museo Carlo Zauli di Faenza, mentre nel 2008 partecipa alla mostra collettiva Residenza d’artista, ceramica nell’arte contemporanea a cura del Museo Carlo Zauli, DO Nucleo Culturale di Faenza. Attualmente frequenta l’Istituto Superiore per le Industrie Artistiche, ISIA di Faenza, seguendo il corso di Design del Prodotto e Progettazione con materiali avanzati.
 
  WebDesign
Gianluca Costantini
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