Seguendo le tracce della precedente edizione, anche quest’anno RAM concorso per giovani artisti del Comune di Ravenna si presenta con una precisa veste tematica a cui gli artisti vincitori sono stati chiamati a rispondere. Ognuno dei sette autori, selezionato in base al proprio portfolio, è stato invitato a confrontarsi con un tema proposto da Associazione Mirada e Assessorato alle Politiche giovanili del Comune di Ravenna. Agli artisti è stato chiesto di presentare in mostra un lavoro inedito, realizzato e progettato per l’occasione e in qualche modo “compreso” nel quadro tematico offerto. L’impostazione progettuale ha reso necessario costituire anche un gruppo di curatori che ha seguito l’evolversi dei lavori e ne ha presentato l’esito in catalogo.
Questo metodo di lavoro è stato inaugurato nel 2006 con l’intento di affinare e rinnovare le regole che fissano i meccanismi di partecipazione di un giovane artista a un concorso e alla mostra finale.
In quell’edizione, i vincitori erano stati invitati a lavorare sul tema del “villaggio”, offrendone un’incarnazione precisa nelle vicende presenti e passate del ex-Villaggio operaio Anic di Ravenna, oggi Quartiere San Giuseppe. La traccia proposta era volutamente impegnativa: la suggestione di un “ex-villaggio” rappresentava un concetto multiplo, di forte spessore storico e sociale, su cui ognuno ha sviluppato i propri approcci lavorando con intenti diversi. Si è così definita una linea tematica particolare che privilegia “questioni” certamente concrete e precise ma estendibili, disposte a parallelismi e ribaltamenti, in grado di seguire direzioni centripete come centrifughe alla città di
Ravenna. Questa forma ha permesso di verificare le possibilità di aprire le questioni artistiche alle logiche della città e, viceversa, chiamare la città a confrontarsi con la potenza dell’operazione artistica e la sua capacità di “spostare” gli sguardi e i punti di vista su questioni, luoghi, storie passate e progetti futuri di pubblico interesse. Inoltre, la traccia tematica rappresenta una possibilità in più per i giovani artisti di misurare i propri linguaggi e il proprio metodo di lavoro, di assumersi delle responsabilità di sguardo come di parola di fronte a oggetti precisi.
L’edizione 2008/09 ha continuato questo percorso: il tema proposto ha riguardato un aspetto della città di Ravenna, una parte viva e in continua evoluzione, un preciso spazio fisico pronto a sdoppiarsi in un spazio anche mentale: il mare, la costa, il porto e tutti i luoghi implicati nel confine fra terra ferma e acqua sono stati al centro dell’edizione di quest’anno intitolata Cercando il mare per Ravenna. L’espressione è riferita al detto ravennate “Maria si va cercando per Ravenna”, oppure “cercar Mariola per Ravenna”, un detto antico che si è voluto assumere come una sorta di sottotraccia. Uno dei significati più accreditati è quello per cui significa cercare una cosa (Maria, Mariola e per estensione il mare) che, pur essendo sotto gli occhi, non si riesce a vedere.
Addirittura è associato a un’immagine curiosa che affascinò anche Cervantes e che è conservata nei frammenti marmorei murati nella Torre Civica. Si vede un cavaliere che sembra cercare qualcuno, forse proprio la figura che si scorge alle sue spalle ma che lui, proprio per la sua posizione, non riesce a vedere. Le ricerche hanno identificato la matrice iconografica del brano ma quest’immagine rimane, per tradizione, il corrispettivo visivo del “cercare una cosa impossibile da trovare” magari perché la si ha sotto gli occhi. Inserito in questo gioco linguistico il mare più che rappresentare un quadro tematico sicuro è diventato un possibile passaggio “oltre lo specchio”, un invito a ragionare per allargamenti e inclusioni. In questo panorama, la costa di Ravenna è diventata un concetto allargato e generativo da cui sono nate molteplici riflessioni.
Il mare lo si ritrova come pretesto per audaci spostamenti di significato, oppure come concetto giocato in assenza; è stato evocato, negato, forse deriso e svuotato; è stato chiamato in causa in diversi modi con immagini contrastanti, attraverso
stereotipi piuttosto che vissuti personali. L’edizione in corso ha introdotto un’importante
novità: l’inaugurazione di una nuova categoria di partecipazione al concorso quale quella del critico e curatore d’arte, non limitata al territorio della provincia di Ravenna ma allargata a tutta la Regione Emilia-Romagna. Una scelta, questa, fatta
con l’obiettivo di promuovere e sostenere non solo la creatività giovanile legata alla figura dell’artista ma anche a quella presenza fondamentale del
sistema dell’arte che si misura con l’opera sul piano teorico, intellettuale e organizzativo. Una scelta compiuta nell’intento di “aprire” relazioni nuove fra l’organizzazione dell’Ufficio Giovani Artisti di Ravenna e figure giovani di operatori e critici di altre realtà geografiche, mettere in contatto gli artisti con un circuito più ampio su base regionale
e dare l’occasione ai giovani curatori del territorio di misurarsi con un artista e il suo lavoro, con una mostra e le sue problematiche di allestimento e comunicazione. |
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