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ADDIZIONI E SOTTRAZIONI Serena Simoni Sapevo che lasciavo al mio paese, Il quartiere Anic era "l'isola che non c'è" di Ravenna: un complesso abitativo di grandi dimensioni, costruito dall'ENI fra il 1957 e il '64 a fianco dello stabilimento ANIC, disgiunto a tal punto dalla città che nell'immaginario collettivo dei ravennati non esisteva se non come prolungamento del mostro industriale. Lo chiamo mostro, come da bambina perchè - nel costeggiarlo quando si andava in automobile al mare - il gioco fra me e i miei fratelli era l'assoluto silenzio ... Se si parlava, forse, quello poteva svegliarsi, e magari distruggere tutto ... Cloruro di polivinile. Mio padre lavorava all'ANIC. E per me, tutti gli operai come lui, i suoi amici (con quella strana cantilena accentuata nel parlare, che non era di qua), non potevano che abitare sparsi in città, come noi. Mio figlio era fragile. Adesso il nome l'hanno cambiato. È diventato il Quartiere San Giuseppe. Nomen omen: un nome nuovo per un diverso destino. L'ex Villaggio ha oggi collegamenti alla città e un bel parco. Nuove vite aggiunte, vite vecchie scomparse. Chi arriva, nulla sa del passato, anche se i segni restano negli edifici, nelle case, nelle facce dei vecchi che sono rimasti. Francesco Borghesi ha visto il luogo e i suoi segni, ha assimilato suggestioni di chi abitava o ancora vive al quartiere, ha letto libri e ha conosciuto Walter Paolucci, autore di Anic e dintorni (Ediesse). Abituato a lavorare in teatro - per cui da più una decina di anni realizza interventi audio e video - interpreta i luoghi come setting. Gli attori in scena in questo caso sono lo spazio reale e la memoria di chi vi ha vissuto un tempo. Turni lunghi, orari spesso proibitivi. Anche la memoria è operazione di addizione e sottrazione, è rivedere con gli occhi di oggi, modificare quindi. Nel lavoro di Francesco c'è questa coscienza nel presentare alcune immagini appannate, viste quasi attraverso un vetro. A volte repentini disturbi di immagine contrapposti a lente dissolvenze sfuocate restituiscono l'idea di eterogeneità del vissuto quotidiano - lo scorrere del tempo che il medium del video è in grado di rendere perfettamente -, a cui si aggiungono le sottrazioni di alcuni particolari: scompare una finestra, un ingresso, muta la facciata di una palazzina. Spariscono, come la gente se ne va, come le vite si modificano e si avvicendano. |
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Francesco Borghesi Addizioni e sottrazioni 6 canali video, colore, suono, loop, 4 * 160 x 160 cm * 2007 |
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Francesco Borghesi Addizioni e sottrazioni 6 canali video, colore, suono, loop, 4 * 160 x 160 cm * 2007 |
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Francesco Borghesi Addizioni e sottrazioni 6 canali video, colore, suono, loop, 4 * 160 x 160 cm * 2007 |
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Francesco Borghesi Addizioni e sottrazioni 6 canali video, colore, suono, loop, 4 * 160 x 160 cm * 2007 |
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Francesco Borghesi (vincitore sezione Videoarte) Nato a Ravenna nel 1973 - www.davidloom.net |
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