> R.A.M. Giovani artisti di Ravenna e Provincia

15 - 30 marzo 2003

Santa Maria delle Croci, Ravenna

Flavio Montelli | Fumetto

Anima di Carta

 

Che bella, la libertà con cui i più nuovi autori affrontano oggi il fumetto. Sembra di assistere a tanti piccoli inquieti corrugamenti su quella che ormai consideravamo una tabula rasa. Sì, il fumetto, che sembrava catatonico e incapace di svegliarsi dal suo coma profondo, viceversa dà concreti segni di vita, ricomincia a muoversi. E lo fa in modi inattesi, a piccoli gesti, talora balbettati, che si reinventano i linguaggi per comunicare e raccontare. Ormai dimenticate le grandi vicissitudini muscolari (quelle le lasciamo ai supereroi e agli avventurieri), l’emozione passa oggi per immaginazioni più stanziali e riflessive, a volte semplicemente contemplative. Il campo di gioco, il terreno di scontro, la scacchiera è qui, tra un orecchio e l’altro, in questa scatola cranica che non finisce di stupirci per quante cose riesce sempre a contenere e per quante cose riesce sempre a rovesciar fuori, ora cornucopia generosa e ora scioccante vaso di Pandora, ora caleidoscopio sfavillante e ora pozzo buio senza fondo.

 

Le avventure interiori del diciannovenne Flavio Montelli girano intorno a un corpo e a una mente di ragazzo, come è giusto. Un ragazzo che guarda il mondo, il piccolo mondo che ancora lo abbozzola, ma non cerca di spiegarlo. Per ora lo vive, se lo lascia fluire attraverso, lo sente sulla pelle e se ne fa permeare. Sospeso. Sembrano sogni, ed è vita – sembra vita, e sono sogni. Sembra triste, e non lo è – ma quando sembra il contrario, neppure lì lo è. Tutto quanto circonda il ragazzo-che-guarda ha un senso, certo; ma c’è tempo per svelarne i segreti. Per ora, il bello è proprio il segreto, che comincia a schiudersi e a suggerire possibili soluzioni piano piano. Ma non abbiamo ancora voglia di conoscere le risposte; ci basta questa sottile eccitazione e questo stupore che ci dànno le domande al loro sorgere, immerse ora in un bianco tiepido, ora in un nero melmoso, ora in un rosso fradicio…

 

È la Grande Opera: l’eterno processo alchemico della formazione di un’anima, mentre studia i volti della realtà, i profili del prossimo, i gesti dei buoni e dei cattivi per rispecchiarli nella composizione di se stessa medesima, leggera “anima di carta” che si disegna da sola mentre disegna l’altro da sé. Ecco cos’è, anche, il fumetto contemporaneo: la libertà di mettere l’anima sulla carta. In un gesto di fiducia nei confronti del lettore, in una ricerca d’affetto e in un dono di sé, in un desiderio di scambio ideale. In cui ognuno possa raccontare liberamente pezzi della propria storia. E questa, come dice diretto il giovane autore, “è semplicemente la storia di un ragazzo felice che vive una vita felice e di notte fa incubi a sfondo nero”; e ce li racconta.

 

di Ferruccio Giromini


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