La Turchia ride
Disegnatori turchi della rivista Le Man
Mole Vanvitelliana - Ancona
Dall'8al 16 settembre2007
Festival Adriatico Mediterraneo
Gian Mario Spacca Presidente Regione Marche
L’iniziativa Adriatico-Mediterraneo, è un progetto di durata triennale ideato dalla Regione Marche in collaborazione con la Provincia e il Comune di Ancona, per sviluppare un confronto istituzionale e uno scambio culturale “diffuso”, che sottolinei il ruolo di primo piano delle Marche nello stabilire nuovi e profondi legami di pace e sviluppo tra le comunità dell’Adriatico e del Mediterraneo.
Il richiamo a questi mari che, nel corso della Storia, hanno consentito l’incontro, non sempre facile, di differenti culture (cristianesimo cattolico ed ortodosso, islam ed ebraismo), diventa elemento fondamentale e rappresenta il valore identitario dell’Iniziativa. In questo quadro, la mostra “La Turchia ride” rappresenta uno dei momenti più significativi dell’iniziativa Adriatico-Mediterraneo, perché non si tratta di una semplice mostra di fumetti, ma di un efficace strumento per conoscere l’odierna Turchia e per riflettere sulle questioni della modernità, della politica, della tolleranza in un Paese che attualmente vive tra isolamento e integrazione.
La Regione Marche, attraverso la realizzazione di questo evento, dà concretezza al modello di cooperazione internazionale costruito in questi anni, un modello capace di far crescere e sviluppare le comunità locali costruendo concreti percorsi di democrazia contro tentazioni integraliste e nazionaliste che sono sempre portatrici di violenza.
E’ questo un punto centrale del programma di governo della Regione Marche: la cooperazione è lo strumento insostituibile di quella politica di pace a cui la nostra regione è particolarmente chiamata.
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Patrizia Casagrande Esposto Presidente Provincia di Ancona
Carlo Maria Pesaresi Assessore alla Cultura Provincia di Ancona
“Chi fa satira vede sempre più avanti rispetto agli altri”.
Lo dice Mehmet Çagçag, uno dei fondatori e condirettore di LeMan, la rivista di satira più famosa della Turchia, un vero e proprio settimanale di attualità politica completamente a fumetti, i cui personaggi sono ormai punti di riferimento
per tutta la società turca.
Con “La Turchia Ride” ci è offerta l’occasione di ospitare ad Ancona le opere di alcuni suoi autori. È un evento importante, parte integrante e significativa di “Adriatico Mediterraneo Klezmer 2007”, manifestazione ambiziosa e innovativa.
Alla Mole Vanvitelliana, circondati da un mare che deve saper unire popoli e culture, gli autori di LeMan ci aprono gli occhi - e la mente - su un grande Paese che attraversa ora una fase delicata, fatta di grandi cambiamenti sociali e di una controversa candidatura europea, al quale forse ci lega un’immagine carica di troppi luoghi comuni.
La mostra offre molti spunti di riflessione: sul possibile concetto di modernità, sulla politica, sullo scontro religioso e sul conflitto tra uomini e donne. Il quotidiano turco viene letto e desacralizzato, le abitudini comportamentali e politiche messe in discussione.
È lo spazio della libertà quello in cui si muovono gli artisti di LeMan ed è un dovere, ancor prima che un grande piacere, ospitarli nella nostra Provincia.
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Fabio Sturani Sindaco Comune di Ancona
Questo catalogo è un documento importante per gli esperti e per gli appassionati del mondo della satira e del fumetto. “La Turchia ride” è, infatti, una mostra dedicata alla tradizione vignettistica e satirica turca, che, come noto agli esperti, è di grande qualità e ampiezza. E i disegnatori della rivista LeMan, protagonisti in prima persona dell’evento anconetano, sono conosciuti, non solo in patria, come intellettuali liberi e impegnati nella politica e nella società.
Per Ancona, però, questo volume ha una valenza in più: è, e sarà ricordato in futuro, anche come uno dei primi documenti di questo nuovo percorso che, con il festival “adriatico Mediterraneo Klezmer”, che ospita la mostra e che quest’anno è alla sua prima edizione, vuole alimentare il circolo virtuoso di idee, di scambi e di esperienze tra popoli accomunati dallo stesso mare.
L’Amministrazione comunale crede in questa formula, che rispecchia profondamente la natura di Ancona: centro dell’Adriatico e del Mediterraneo, porta dell’Est, punto di passaggio e di compenetrazione di culture e tradizioni diverse.
E la Turchia si pone, in questo contesto, come Paese centrale nell’ottica di allargamento a Oriente dell’Europa, per il quale anche la nostra città e il mare Adriatico sono sempre più strategici.
La nostra ambizione è quella di dar vita a un appuntamento stabile, a un’occasione per approfondire, anno dopo anno, la nostra storia e il nostro presente.
L’auspicio, dunque, è che il lavoro che ha portato a realizzare la mostra e, poi, queste pagine, prosegua nel tempo, contribuendo
a far crescere questa grande e composita comunità del Mediterraneo, le cui frontiere, come afferma lo scrittore Predrag Matvejevic, “non sono né statali, né nazionali”.
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Andrea Nobili Presidente A.M. Adriatico/Mediterraneo
Qualcosa di più di una semplice mostra di fumetti: un modo diverso e originale per tentare di conoscere l’odierna Turchia.
La satira è uno strumento straordinario per riflettere sulle questioni della modernità, della politica, dello scontro religioso e del conflitto tra uomini e donne. In questo caso ci viene offerto un vero e proprio spaccato sociale di un Paese in bilico tra isolamento e integrazione.
Guardando questo vignette si scopre una realtà nascosta all’Occidente. Idee in movimento per una Turchia in grado di tollerare le diversità, senza discriminazioni sessuali, per una Turchia in cui i conservatori islamici non possano costringere la parte di popolazione più moderna a fare ciò che non vuole, per una Turchia in cui ci siano soldi a sufficienza per tutti e più sicurezza per i bambini.
Sappiamo che la miopia dell’Europa rischia di consegnare la Turchia al fondamentalismo islamico. Perché le strade a disposizione di quel Paese sono solo due: da una parte l’aggancio con l’Unione Europea e con quegli ordinamenti liberali che governano le nostre nazioni, dall’altra l’isolamento
nazionalista che precede la vittoria del fondamentalismo.
Quest’ultima ipotesi sarebbe una sconfitta storica. La Turchia, ad oggi, rappresenta una delle poche incarnazioni geopolitiche di quell’Islam moderato e democratico di cui tutti a parole diciamo di avere un gran bisogno.
Nel nostro piccolo abbiamo deciso da che parte stare, credendo nel processo di integrazione europea della Turchia e nella possibilità di una nazione insieme islamica e democratica. Per questo sosteniamo con convinzione l’impegno di chi, anche con disegni e caricature, si batte per la libertà, l’emancipazione sociale e la democrazia.
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Elettra Stamboulis Associazione Culturale MIRADA
Nel nostro immaginario la Turchia è un Paese in cui si portano ostinatamente i baffi, si fuma liberamente il narghilé, la mattina ti sveglia il muezzin e il caffè ha un fondo denso che per noi diventa un problema quando lo beviamo velocemente come un espresso… La Turchia ha però molte facce, molte identità e una storia fatta di molti incontri. Incontri tra culture, lingue, etnie diverse.
Il nostro incontro ha avuto luogo, come spesso accade, in un bazar, quello di Bursa. Vagando tra le bancarelle di piccola oggettistica e spezie ci siamo imbattuti in un venditore di libri usati, una delle nostre passioni, anche se non conosciamo neanche una parola di turco. E oh! Sorpresa! In mezzo a tante copertine decorate, spiccavano moltissimi fumetti. Ma non riviste di fumetti con personaggi tradotti, per bambini o ragazzini che amano l’avventura, come succede da noi. Riviste che si capiva erano per adulti, con scene evidentemente hard: la forza comunicativa del disegno sta proprio in questo. Anche se non capivamo le parole, era chiarissimo qual era l’impostazione generale di queste storie. Parlavano della contemporaneità, della vita di tutti i giorni, satireggiando e ironizzando su tutto, senza paura. Ne abbiamo comprate dieci, costavano 50 centesimi l’una. Il giorno dopo abbiamo scritto alla redazione, dicendo che ci sarebbe piaciuto conoscere gli autori. E così è stato.
Leman è una rivista che esce dal 1985 anni in Turchia ogni settimana: si tratta di un fenomeno editoriale inesplorato in Europa. Nessuno dei nostri amici amanti del fumetto lo conosceva, e questo la dice lunga sulla distanza che ancora ci separa da questo Paese che aspira ad entrare in Europa. Ogni settimana Leman analizza e critica e ironizza quanto avviene a livello politico e sociale nel Paese. L’avventura di Leman ha costituito il seguito della rivista storica Girgir, il cui animatore Oguz Aral è morto 2 anni fa. Questo disegnatore è considerato il maestro sia da Mehmet ÇaGçaG che dall’altro co – fondatore Tuncay Akgün, ma è un maestro un po’ per tutti coloro che hanno spirito critico nel Paese della mezzaluna. Oltre a Leman, il gruppo edita anche libri che raccolgono le strisce dei personaggi fissi della rivista, stampano altre due riviste (una mensile sempre solo a fumetti e un mensile di politica con articoli e foto), gestiscono un café che si trova vicino alla centrale piazza Taksim e hanno anche il tempo di perdere tempo bevendo thé nel locale sotto gli uffici della redazione. A volte penso che siano clonati.
È molto divertente osservare chi legge Leman per strada o sul tram: innanzitutto chi lo compra lo mette bene in vista. È come una sorta di passaporto identitario. Per leggerlo lo spiega davanti a sé come un lenzuolo, così anche i vicini possono dargli un’occhiata. E ovviamente ride. Non con la risata a squarciagola, ma con la risata dell’intelligenza. Inoltre la buona educazione prevede che, se finisce di leggerlo prima di scendere dal mezzo, lo lasci sul sedile, così qualcun altro lo potrà leggere.
Questa pratica di lasciare le copie sulle panchine, nei bar, sugli autobus, è molto comune: tanto che le copie lette sono stimate essere molto di più di quelle vendute. E comunque le copie distribuite sono 100.000, con una media di venduto di 50/60.000 copie. Certo, l’epoca di Girgir che vendeva 500.000 copie è finita, spazzata via dalla velocità di Internet.
Ma è anche vero che questa rivista era molto più soft di Leman, doveva piacere a tutti, e quindi la satira in un certo senso si autocensurava. Inoltre era molto legata all’opposizione alla giunta militare: finita la giunta, sembrava che fosse finita la sua ragion d’essere, mentre Leman è critica non solo contro i fascismi, ma anche verso gli islamici radicali, i taboo, le feudalità, la cultura della conservazione…
L’impianto è molto caricaturista. I personaggi rappresentano una sintesi eccessiva della società turca: il militante lento e sempre a riposo Bekir, il rivoltante tassista Kozalak, non sono altro che macchiette di personaggi effettivamente esistenti. Difatti i nomi dei personaggi a fumetti sono diventati
aggettivi utilizzati in modo popolare per definire un certo modo di essere e di comportarsi.
LeMan è anche una fucina per le nuove leve: l’ultima pagina è sempre dedicata agli autori in erba e alle vignette dei lettori. La redazione riceve proposte anche dai villaggi sperduti dell’Anatolia, e questo è molto importante per comprendere quanto la rivista è trasversale socialmente nel Paese.
Recentemente Tayyip Erdogan, il Primo Ministro turco, ha avviato un azione legale contro il direttore della rivista in cui chiede 26.000 euro di risarcimento per la sua caricatura.
Ma il mondo del disegno turco è ormai allenato al boicottaggio e alle aule dei tribunali: Tuncay è vissuto come fuggitivo per 15 anni, mentre Guneri è stato imprigionato per il suo lavoro. Il potere non ama mai che si rida di lui ed attua le tattiche che meglio conosce per emarginare la critica. Nell’occidente “civilizzato” si usa l’arma della morte commerciale, in Turchia dove l’autoritarismo è più a briglia sciolta, si usa l’arma legale, in Paesi come l’Algeria dove c’era una guerra civile si usava l’estinzione fisica, l’omicidio.
I disegnatori algerini sopravvissuti sono quelli espatriati in Francia.
L’importante è sapere che nel Paese dei muezzin e del caffè turco, c’è chi ancora resiste, usando l’intelligenza e la matita, per raccontare una versione della realtà che non è quella edulcorata dei canali del potere. Scusate se è poco.
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Peronaggi in mostra:
Bezgin Bekir:
Personaggio creato da Tuncay Akgün.
È lento, calmo. È sempre seduto o steso sui cuscini con i suoi gatti e il suo narghilé. È un buontempone, un conforto per chi si sente vinto dalla velocità dei nostri tempi. È anche un attivista politico, ma forse il termine “attivista” è poco adeguato ai suoi tempi lunghi. È un intellettuale, ma questo lo percepiamo non dalle sue parole, ma dalle sue azioni e dalla sua attitudine verso gli eventi.
“Bezgin Bekir” è diventato oggi un aggettivo nel linguaggio parlato per descrivere un certo tipo di persone, quelli che sono molto lenti nel fare le cose, che vogliono cambiare il mondo seduti sul loro sofà.
Daral & Timsah:
Personaggi creati da Mehmet ÇaGçaG.
Anche il nome di questi personaggi è usato come aggettivo nel linguaggio quotidiano.
Daral è il figlio di un padre molto ricco che cerca il senso della vita. Sua madre è morta quando era bambino, l’ha allevato suo padre. Ha un grande buco nell’anima, non può riempirlo, si annoia e non sa cosa fare.
Timsah invece è un fallito, ma per saltare in una classe sociale più alta, vive come un borghese. Non è un intellettuale,
il suo mondo si basa sulle marche, il lusso e il sesso. È un Casanova.
Quando Daral e Timsah si incontrano, anche se non hanno nulla in comune, Daral si lega a Timsah moltissimo. Timsah
è diventato uno dei personaggio più popolari tra i giovani. Nei primi anni di creazione, era un po’ estremo e immaginario.
Ma oggi questo personaggio non è per niente originale, perché milioni di giovani sono di fatto come lui.
Kozalak:
Personaggio creato da Mehmet Çagçag.
È un tassista. È ignorante, rude, volgare ma anche coraggioso e aggressivo. Viene da un villaggio e insiste nel vivere in città seguendo le sue regole. È immorale, ma è molto moralista. Ha una ragazza, ?ehriye che porta il capo coperto dal velo e ha anche un amante travestito, Fethi. Ogni settimana ha un’avventura differente. È uno dei personaggi più divertenti.
Gönül Adami:
Personaggio creato da Güneri Içoglu.
È un vecchio gentleman di Istanbul, un musicista, un “neyzen” (un suonatore di flauto ad ancia). Vive in un vecchio quartiere di Istanbul sul Bosforo, attorniato di vecchie case di legno.. Gönül Adam? e il suo amico francese Jean Pierre litigano sempre su Occidente e Oriente. Getta del simit (pane tondo turco con il sesamo) ai gabbiani mentre viaggio sul Bosforo in vaporetto, aiuta i pescatori vecchio stile, corre al salvataggio se c’è una vecchia casa in legno che va a fuoco...
C’è sempre una lacrima sul suo viso perché non può sopportare i grandi edifici che crescono uno dopo l’altro accanto alle vecchie case.
Anche Gönül Adam è diventato un aggettivo nel linguaggio comune per descrivere le persone che vivono sempre nella nostalgia del fascinoso passato di Istanbul, che cercano i luoghi “veri” e un po’ rattoppati, emozionandosi di fronte a catapecchie e lacerti di passato.
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Autori in mostra:
Ramize Erer è nata nel 1963. Si è diplomata all’Accademia di Belle Arti di Istanbul, ma ha cominciato a realizzare fumetti già dalle Scuole Superiori. Il suo primo fumetto è stato pubblicato sulla più prestigiosa rivista di comics turca ovvero GirGir! e, insieme ad altre fumettiste donne, ha creato una striscia a fumetti chiamata Senza baffi. Il suo personaggio Partner Nadide è stato all’inizio pubblicato sulla rivista, fondata da lei e da altri amici, Hibir, nata dopo che avevano deciso di chiudere GirGir!. Più tardi ha cominciato a disegnare per molte riviste, tra cui la rivista femminista Paravfesi e Leman. Per dieci anni ha disegnato la striscia giornaliera per uno dei principali quotidiani turchi, Radikal. Il titolo della striscia era Dangerous liaisons e veniva disegnato dal lunedì al venerdì, mentre sabato e domenica usciva la striscia chiamata Cattiva ragazza. I libri a fumetti da lei pubblicati includono Senza baffi, Partner Nadide, Dangerous liaisons, Cattiva ragazza e Matrimoni. Quest’ultimo raccoglie una serie di strisce ironiche e disincantate sui matrimoni turchi, laici e non: una sorta di spaccato sociale dell’odierna turchia osservata dal punto di vista della camera da letto.
Ramize Erer è sposata con Tuncay Akgin, anch’egli fumettista e fondatore della rivista Le man. Vivono ad Istanbul
Güneri Içoglu è nato nel 1965. Da bambino, ha cominciato a disegnare fumetti come allievo di Ouz Aral, fondatore della famosa rivista GirGir. Ha lavorato in numerose riviste tra cui Girgir, Firt, Limon, Leman, Lemanyak.
È stato incarcerato nel 1989: uno dei suoi fumetti è stato considerato “un insulto per la tradizione turca” ed è stato condannato a dieci mesi di prigione. Dopo un mese è stato rilasciato grazie ad un’amnistia generale.
Al momento è un disegnatore e scrittore fisso di Leman. In questo periodo il suo personaggio più noto è Gönül Adam? e Dumur. Il suo personaggio
Gönül Adami è un musicista classico turco ed un suonatore di strumenti musicali mistici tradizionali: egli rimpiange tutto ciò che è passato e cerca continuamente nella modernità tracce di retrò. Gli fa da spalla l’amico francese Jean Pierre, che lo prende continuamente in giro per questa sua inguaribile nostalgia.
È di fatto un alter ego dell’autore, che oltre a disegnare, suona e canta anche canzoni tradizionali greche e turche.
Mehmet ÇaGçaG co – fondatore della rivista LeMan, è la vera anima editoriale di questa importante realtà turca. Considerato lui stesso un personaggio della cultura critica della Turchia, segue da vicino tutti i progetti (quattro riviste editate, una serie di libri, un bar caffè a due piani nell’antica Pera…e molte altre cose) senza perdere mai la bussola. Il suo personaggio più famoso è Kozalak: è un tassista ignorante, rude, volgare, tanto da diventare a volte aggressivo. Viene da un villaggio e insiste nel vivere in città seguendo le sue regole. La sua vita è immorale, ma lui al contrario è molto moralista. Difatti ha una ragazza, ?ehriye che porta il capo coperto dal velo e con la quale è molto moralista, ma ha anche un amante travestito, Fethi. Ogni settimana ha un’avventura differente e rappresenta tutto quanto Mehmet non ama nel suo Paese. È ovviamente un personaggio molto divertente.
Tuncay Akgun è uno dei fondatori della rivista Le man. Di carattere schivo, non ama stare sotto i riflettori e continua la sua vita lenta di quartiere frequentando assiduamente il “cafenion”: questo aspetto del suo carattere, si riflette nel suo personaggio più famoso, Bezgin Bekir, che è sempre seduto o steso sui cuscini con i suoi gatti e il suo narghilé. È un buontempone, un conforto per chi si sente vinto dalla velocità dei nostri tempi. È anche un attivista e un intellettuale, elemento che non emerge dalle parole, ma dalle azioni del personaggio. “Bezgin Bekir” è un personaggio paradigmatico, diventato oggi un aggettivo nel linguaggio parlato per descrivere un certo tipo di persone.
Tuncay è stato considerato persona non grata durante gli anni della giunta militare, in cui è vissuto senza passaporto in semi clandestinità.
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LA TURCHIA RIDE
Ramize ERER - Mehmet ÇAGÇAG - Tuncay AKGÜN - Güneri IÇOGLU
8 -16 Settembre 2007 Mole Vanvitelliana - Ancona
Coordinamento organizzativo e progetto a cura di: Elettra Stamboulis e Gianluca Costantini
Collaboratori: Viola Giacometti, Barbara Colombo, Linda Landi, Leonardo Guardigli, Tania Pavirani
Traduzioni: Aylin Attar
Ideazione grafica: Associazione Culturale Mirada