Terra
Quotidiano ecologista
Sabato 10 ottobre 2009
di Diego Carmignani
IL MONDO CON GLI OCCHI DI KAFKA
Si chiude oggi a Ravenna il festival del fumetto di realtà Komikazen. Autore di prestigio della locandina è l'illustratore Peter Kuper, collaboratore di Time e Newsweek e autore di Diario di Oaxaca
Per due giorni, fino a oggi, Ravenna è la capitale del fumetto di realtà, con Komikazen, una rassegna che da cinque anni propone il meglio del genere autobiografico, memorialistico, storico e di reportage del reale, un modo di raccontare per immagini che ha da sempre trovato espressione nei grandi maestri del disegno, anche in quelli celebri per le storie di fiction. Una tendenza dettata dalla necessità di ricerca personale e di sperimentazione presente in vari luoghi della città romagnola fino all'8 novembre 2009. Ospite d'onore il disegnatore inglese Dave McKean, che al Mar, museo d’Arte della città, espone La comica tragedia o la tragica commedia di Mr Punch, lavoro sul suo diabolico antieroe mutuato dalla commedia dell'arte, la cui storia si intreccia a ricordi d'infanzia del protagonista e narratore della storia. Dall'Argentina viene invece l'ingegno dello scrittore Carlos Trillo, per anni autore di storie disegnate da altri: tante le tavole esposte firmate dai nomi più importanti del fumetto internazionale. Tra gli italiani Paolo Bacilieri, con la storia dell'omicida Pietro Maso; Gianluca Costantini, artista impegnato in tematiche di interesse politico nazionale e internazionale e Davide Toffolo, alle prese con il difficile universo di Pier Paolo Pasolini. Altro fiore all'occhiello della manifestazione è Peter Kuper, il cui tratto ha illustrato tante copertine di Time, Newspaper e New York Times e autore di splendide pubblicazioni, l'ultima delle quali, Diario di Oaxaca, è diventata la locandina di Komikazen 2009. Oaxaca è la cronaca di un recente e significativo viaggio compiuto dal vignettista americano in Messico. «Mi sono trovato "nel posto giusto al momento sbagliato" - racconta Kuper -. Sono partito nel 2006 dagli Usa per concedermi un break dalla fase politica che stava vivendo il nostro Paese. Giunto in Messico, mi sono trovato nel bel mezzo di un importante evento: lo sciopero degli insegnanti contro il governo corrotto, sfociato nella morte di alcune persone. Dopo qualche mese dal nostro arrivo e dopo l'uccisione di un giornalista americano, il presidente messicano ha inviato 4.500 militari e la placida città di Oaxaca si è trovata da un giorno all'altro sotto assedio. E’ per via di questi fatti sanguinosi che ho parlato di “momento sbagliato”». Fuggito dall'amministrazione Bush, Kuper si è trovato in condizioni completamente differenti al ritorno. Con Obama alla Casa Bianca è davvero tutto cambiato? «Inizialmente sì. È stato davvero eccitante l'idea di avere questo nuovo presidente. Ma dopo che l’economia è crollata e che il lavoro si è prosciugato, il gradito ritorno in patria e stato un po' meno gradito». Fumetto di realtà e fantasia. Kuper, autore di una superba trasposizione de Le metamorfosi di Kafka, forse può anche illuminarci sul rapporto tra i due punti di vista, decisivo in questa edizione del Komikazen. «In questi giorni siamo un po' tutti Gregor Samsa: viviamo in una realtà spiacevole, da cui non possiamo fare finta di scappare». |