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Komikazen Festival del fumetto di realtà
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Il Turismo Culturale
Gennaio/Febbraio 2007
Di Antonio Vanni

FESTIVAL INTERNAZIONALE DEL FUMETTO DI REALTA’
KOMIKAZEN
RAUL, DANIJEL ZEZELJ, BECCO GIALLO, VITTORIO GIARDINO, RAMIZE ERER, MEHMET CAGCAG, TUNCAY AKGUN, GENERI ICOGLU, LE MAN.

KOMIKAZEN, LA SECONDA EDIZIONE: ANCORA UNA MANCIATA DI SALE SULLE FERITE DELLA STORIA, UNA SCOSSA AI NERVI TESI DALLA VIOLENZA DELLA GUERRA E DELLA RETORICA. RIGOROSAMENTE A FUMETTI. E CON IRONIA.

Komikazen dà spazio ad un fumetto che ricerca, ricostruisce e racconta la storia da punti di vista inediti con libertà e rigore, che da voce a coloro che la storia, in genere la subiscono in silenzio.
Si chiama “fumetto di realtà”.
Autori come Joe Sacco, Marjane Satrapi e Zograf sono alcuni dei nomi di una scuola che negli ultimi anni sta acquistando sempre più visibilità e autorevolezza.
“Questa edizione”, scrive la co-curatrice del festival Elettra Stamboulis, “ha un orizzonte vastissimo ma un taglio ben preciso: abbiamo scelto di presentare autori molto diversi per segno e stile , ma accomunati dall’assenza di verve autobiografica.
(…) Tutti, attraverso l’utilizzo di altre “figure”, operano scelte nella lettura del reale e ci guidano ad un diverso apprendistato nella valutazione dell’arbitrarietà del nostro punto di vista”.  

PER SAPERNE DI PIU’ ED ORIENTARCI MEGLIO NEL DEDALO DEGLI AUTORI E DELLE MOSTRE PRESENTI IN RASSEGNA ABBIAMO APPROFITTATO DELLA DISPONIBILITA’ DI GIANLUCA COSTANTINI, DISEGNATORE E CO-REGISTA DI KOMIKAZEN…

Perché un “festival del fumetto”?
Per noi festival vuol dire più autori, da tutto il mondo, riuniti intorno ad una idea e coinvolti per fare mostre, ma anche incontri con la gente, con la città, con le scuole… significa workshop per giovani disegnatori e anche interazione con altre arti, scrittura e cinema… Penso alla performance dello scorso ottobre di Danijel Zezelji con il gruppo della sassofonista Jessica Lurie, ma anche della collaborazione straordinaria del disegnatore Giuseppe Palumbo con Massimo Carlotto per il racconto L’ultimo treno, ispirato da un suo testo.

Esistono altre realtà simili in Italia, o in Europa?
Non esistono. Nemmeno in Francia, dove c’è grande cultura e attenzione per queste cose… gli autori francesi che sono venuti da noi si sono sorpresi nel trovare una realtà simile.

E allora come vi è venuto in mente tutto questo?
Era logico farlo… dopo le mostre che abbiamo fatto…dopo Sacco, Satrapi, il fumetto dei Balcani… è stato naturale.

Cos’è il fumetto di realtà?
Il fumetto di realtà è sempre esistito. Gli autori, oltre che parlare di supereroi, calzamaglie e via dicendo… si concentrano sulla realtà. Dall’autobiografia, in genere il primo passo che fa l’autore, al fumetto di politica, alla società, agli avvenimenti storici e infine tutto ciò che riguarda la realtà che li circonda. La definizione “fumetto di realtà” può sembrare un po’ strana…

Le idee che in genere si associano al fumetto, anche quello di autore, sono infatti fantasia, immaginazione, ma non “realismo”. Anzi: nel senso comune il fumetto è proprio il luogo del disimpegno… 
Ah… lo stereotipo più divertente! Questo tipo di fumetto viene realizzato da altra gente e può interessare anche persone che leggono solo romanzi o si interessano, per esempio, di arte contemporanea. Riguardano quello che la gente vive tutti i giorni della propria vita.

Il festival è iniziato il 13 ottobre e si concluderà il 18 marzo prossimo. Quali sono i prossimi appuntamenti in programma?
La mostra di Giuseppe Palombo, tratta da un libro scritto da Massimo Carlotto, L’ultimo treno, sempre sulla guerra civile spagnola. Quest’anno ricorre spesso questo argomento, ed è singolare che ad affrontarlo siano stati artisti italiani. Dopodiché ci sarà una nuova casa editrice veneta, Becco Giallo, che lavora su avvenimenti sociali, politici ma anche di cronaca nera italiana. Tutti autori giovanissimi e di grande livello. E poi il finale, molto interessante perché dedicato al fumetto turco, inedito in Europa nonostante sia una realtà che esiste da più di 15 anni e sia riconosciuta in Medio Oriente fra le migliori scuole di fumettisti. Sono autori che pubblicano le loro strisce su LeMan, un settimanale che parla di società e politica, pubblicato a Istanbul e molto venduto… più di 150mila copie!

Fumetto e politica… Che rischi corrono gli autori?
Purtroppo i fumettisti di LeMan sono un buon esempio. La rivista è abbastanza odiata dal governo turco e dai politici perché loro li colpiscono direttamente. Il fumetto è sempre stato un linguaggio “nemico” dell’establishment, spesso considerato più pericoloso di altri, forse perché più popolare… Questi disegnatori sono stati più volte arrestati, hanno subito intimidazioni, sequestro di passaporti… però ancora oggi sono lì, e sono diventati una potenza. Diciamo che il fumetto è lo strumento più semplice per comunicare certe cose e che ha allo stesso tempo un effetto dirompente!


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