Tomaz
Lavric /TBC)
TBC
(to be continued) lo pseudonimo che l’ha
reso noto al pubblico europeo, è uno dei tanti utilizzati
all’inizio della sua carriera. Abbandonata l’Accademia
di Belle Arti di Ljubljana, sua città natale, nel
1987 inizia a lavorare come illustratore e caricaturista
politico per il settimanale sloveno Mladina. La
serie satirica di Diareja, che commenta gli avvenimenti
politici contemporanei, gli causa problemi con la polizia
militare jugoslava, ma lo rende noto e gli fa vincere alcuni
importanti premi in Slovenia.
Interessato al fumetto per “affetto”, pubblica
il suo primo album Allarme rosso nel 1996. In esso racconta
una storia quasi autobiografica, ambientata nella Jugoslavia
dell’inizio degli anni ’80, su adolescenti punk-rockers,
frustrati e anarchici. Ratman (1997) è invece
una parodia di un supereroe beone e ignorante che si occupa
degli affari sporchi di Ljubljana. La pubblicazione di Racconti
di Bosnia (1997) gli procura il successo internazionale:
la narrazione di alcune storie di gente comune ambientate
durante il conflitto balcanico, descritte dal punto di vista
di un osservatore direttamente coinvolto, vince numerosi
premi fra cui il Grand Prix del Festival di Sierre
in Svizzera e il Lion d’Argent a Bruxelles.
La necessità di produrre qualcosa di meno coinvolgente
dal punto di vista emotivo porta alla realizzazione di La
fuga di Lucertola (1999), un giallo il cui giovane
protagonista incarna l’antieroe per eccellenza. A
questo segue Tempi nuovi (2001), una raccolta di
brevi storie che illustrano la dura quotidianità
e i lati peggiori del nuovo capitalismo di un ex Paese socialista.
Con la realizzazione de Il giuramento (2001), quarta
sezione del Decalogo sceneggiato dallo scrittore
francese Frank Giroud e disegnato a più mani, ottiene
la nomina per l’Alph Art Award del Festival
di Angoulême. Recenti, ma inediti in Italia, sono
Lomm (2002), creatura metà umana e metà
maligna, ed Europa (2003), narrazione delle avventure di
un emigrante clandestino jugoslavo.
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