- Nicole Schulman copertina del libro "WOBBLIES!", Industrial Workers of the World, Verso Books
- Felipe H. Cava illustrazione tratta da "11-M once Miradas" http://www.edicionsdeponent.com
- Phoebe Gloeckner vignetta tratta da "Vita da bambina"
- Gianluca Costantini illustrazione per concorso "La battaglia di Algeri" >>
- Tomaz Lavric TBC vignetta tratta da "Tempi nuovi" edizioni Magic Press
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Fumetto underground americano

Alla fine degli anni ’60 furono pubblicati negli USA i primi fumetti underground: si trattava di un’onda in cui confluivano storie ispirate alla cultura hippy, di tipo perlopiù sarcastico e umoristico. Gli autori presentavano strisce che parlavano di politica, di temi sociali, di droghe, musica rock e sesso. Per questo motivo furono denominati Comix per distinguerli dai Comics tradizionali.
Le radici di questo vitale movimento sono da ricercare negli anni ’50. Innanzitutto c’era l’evidente influsso di Mad. Harvey Kurtzman aveva dato ampio spazio all’umorismo sagace e aveva dato una nuova versione della satira che non tardò a trovare eredi. Nella rivista successiva a Mad, Help! lasciò ampio spazio ai giovani talenti: proprio su tali pagine pubblicarono le loro prime storie Robert Crumb e Gilbert Shelton.
Una delle prime pubblicazioni underground fu Zap Comix, dove oltre a Crumb, presentarono i loro lavori Rick Griffin, Victor Moscoso, S. Clay Wilson.
Un impulso forte al rinnovamento fu dato, incredibilmente, dalla censura: nel 1954 gli editori di fumetto formularono il Comics Code, un vademecum delle regole che bisognava seguire da quel momento in poi per la pubblicazione. In queste regole era previsto ad esempio che non si dovessero presentare i criminali in modo da creare simpatia verso di loro, non si dovevano esplicitare i metodi con cui i crimini venivano realizzati, il buono doveva sempre trionfare sul male, la parola crimine non doveva mai essere stampata in caratteri maggiori delle altre parole, non ci dovevano essere relazioni sessuali illecite o scene di amore violento, e così via. Tutte regole regolarmente infrante dai nuovi autori.


A metà degli anni ’60 il mondo del fumetto era strettamente legato alla controcultura che emergeva dai movimenti politici, di liberazione sessuale, di sperimentazione delle droghe e di nuove spiritualità. Un altro tema caro all’irriverenza del mondo underground era la religione e The new Adventures of Jesus di Frank “Foolbert Sturgeon” Stack e God Nose di Jaxon sono considerati da molti come i primi veri fumetti underground.
La prima ondata del Comix si può dire terminata nel 1975, quando uscì Arcade, fondato da Art Spiegelmann e Bill Griffith.

Elettra Stamboulis

World War III

La rivista World War III è nata nel 1988 e rappresenta una delle più significative e radicali esperienze dell’editoria periodica americana. World Word III è una rivista di fumetti dal deciso carattere politico, nata contro la guerra e ispirata dalle esperienze di mobilitazione pacifista e anti-nucleare. Con gli anni, il nome di questa testata ha finito con l’essere rappresentativo di molti aspetti riguardanti la scena contemporanea. Le guerre di cui si è scritto e disegnato su questo periodico riguardano quelle contro la povertà, quelle dei senzatetto, le guerre tra i sessi e quelle contro le discriminazioni razziali e religiose. Gli autori della rivista sono sia artisti che illustratori di professione, poeti, giornalisti, anarchici e pacifisti, squatters e femministe. Uno degli ultimi numeri è dedicato alla situazione nelle carceri americane e presenta dei lavori nati dalla collaborazione tra gli artisti e i disegnatori con i detenuti.

Viola Giacometti


 
 
 
       

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