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- Nicole Schulman copertina del libro "WOBBLIES!", Industrial Workers of the World, Verso Books
- Felipe H. Cava illustrazione tratta da "11-M once Miradas" http://www.edicionsdeponent.com
- Phoebe Gloeckner vignetta tratta da "Vita da bambina"
- Gianluca Costantini illustrazione per concorso "La battaglia di Algeri" >>
- Tomaz Lavric TBC vignetta tratta da "Tempi nuovi" edizioni Magic Press
 
   
Felipe Hernandez Cava
È uno dei più importanti sceneggiatori di fumetto spagnoli, oltre ad occuparsi di critica d’arte e a sceneggiare per la televisione. Negli anni ’80 è stato redattore di riviste come Madriz o Medioz Revueltos, che hanno segnato la cosiddetta nouvelle vague ispanica. Oltre a numerosissime storie brevi, ha sceneggiato con il disegnatore Raoul due opere di ampio respiro: Fenêtres sur l'Occident e Berlin 1931, quest’ultimo pubblicato inizialmente a puntate su El Pais, edite anche in Francia per i tipi di Fremok. Con Federico Barrio come disegnatore, ha realizzato l’opera in più volumi Les Mémoires d'Amoros, ambientato negli anni precedenti alla Guerra Civile spagnola. Il suo intenso interesse per la memoria e la sua trascrizione, l’hanno portato a confrontarsi spesso con storie che si intrecciano con la Storia, senza mai cedere alla facile tentazione della narrazione storica asettica o del fumetto storico propriamente detto. Tale cifra è visibile anche in L’expiation¸ disegnato da Ricard Castells, che traccia in modo epico l’avventura di Lope de Aguirre, conquistatore miticamente entrato in conflitto con il potere reale. L’evocazione di questa rivolta leggendaria, permette al disegnatore di portarsi al limite dell’indicibile, attraverso un segno che sottolinea formalmente le contraddizione del protagonista. Questa storia pubblicata anche in francese, costituisce la terza parte di una trilogia sul personaggio Aguirre: la prima è stata disegnata da Enrique Breccia, in uno stile più classico, la seconda più espressionista da Federico del Barrio e la terza più astratta da Castells.
Cava ha mosso i primi passi nel collettivo artistico – politico El Cubri, nato negli anni ’70 e operante fino alla fine degli anni ’80, che ironicamente storpiava popolarmente il nome del celebre regista Stanley Kubrick: il loro primo lavoro apparve nel 1975 sotto il franchismo El que parte y reparte se queda con la mejor parte e costituisce il primo esempio di fumetto politico spagnolo. Si tratta di un lavoro sostanzialmente disperso e che solo parzialmente è stato recuperato grazie alla ristampa di alcune storie da parte delle Edicions de Ponent nel 2004 (la rivista italiana Orme ha pubblicato una storia nel gennaio 2005). Si trattava di storie che comparivano prevalentemente su riviste di sociologia, architettura, psicologia, e che quindi sono state in parte misconosciute dagli addetti al settore.
Il suo lavoro artistico si è sempre interrogato sul senso della trasmissione, sull’amnesia e su quello che Semprùn chiama la desmemoria, e sulle forme che essa può acquisire, permettendogli di lavorare con disegnatori molto diversi per sensibilità e segno grafico. Questo profondo senso di perdita lo ha portato ad interrogarsi spesso con la generazione che lui stesso ha definito “dei nostri padri, che hanno perso la guerra. L’influsso dell’operato di Cava, come sceneggiatore e animatore di riviste e gruppi artistiche, può essere riassunto dal fatto che il primo numero della rivista brasiliana Dum Dum, nata non a caso a Porto Alegre, e che costituisce il motore della rinascita del fumetto brasiliano è stato dedicato all’esperienza di Madriz, individuata come esempio di riferimento.
Il suo ultimo lavoro, 11- M Once Miradas, è un libro disegnato da 11 disegnatori e sceneggiato da Cava, che come denuncia il titolo, si confronta con il tragico attacco terroristico dell’11 marzo 2004.
(Elettra Stamboulis)


 
 
 
       

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