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La necessità di raccontare il reale si sta facendo impellente in un’epoca in cui comprendere se la realtà che ci viene raccontata sia affidabile e verosimile diventa sempre più difficile.
Nel mondo del fumetto, marcato per antonomasia dalla patina di pressappochista, immaginifica fucina di fantastico e assolutamente non reale, il filone del raccontare storie reali è tutto sommato piuttosto antico (ovviamente nell’accezione che questo aggettivo può avere quando parliamo di questo medium). La tendenza autobiografica, memorialistica, storica e di reportage del reale è sempre stata presente ed è sempre stata connaturata in molti dei grandi maestri dell’arte sequenziale.

Se la fotografia ha avuto un ruolo da protagonista nel fermare l’atto in divenire e consegnarlo alla memoria visiva di tutti, le enormi potenzialità di manipolazione del digitale l’hanno in parte esautorata da questa impressione di oggettività. Il fumetto, nel suo essere comunque stilizzato, antirealistico e interpretativo per natura e tradizione, permette quel benefico distacco che gli dà la possibilità di narrare storie molto scomode e crude denunciando in anticipo la soggettività della narrazione. Esso è quindi un medium che non è armato della pretesa di assolutezza, ma che utilizzando immagini e parole in sequenza può ben competere e avvicinarsi all’arte cinematografica, che spesso infatti ne saccheggia le storie

Gli autori invitati questo anno sono un rosa significativa e coprono un’ampia zona geografica del mondo: Stati Uniti (New York e Detroit), Spagna, Francia e Algeria, Slovenia. Sono autori che lavorano con tecniche e stili assai diversi, ma che sono mossi dalla stessa curiosità di indagare i depositi di memoria personale o collettiva e renderli agibili ad altri.

Komikazen è il primo festival di questo genere in Europa e desidera essere un luogo in cui non solo il fumetto, ma anche il giornalismo, la narrativa e il cinema di realtà si incontrano e dialogano.

Il titolo del festival è nato dalla sensazione che ci ha pervaso nell’organizzare queste giornate.

Gli autori esporranno le tavole originali in luoghi espositivi diversi:

- Museo d’arte della città - Ravenna
- Almagià (ex Fabbrica dello Zolfo) – Ravenna
- Centro giovanile di via Chiavica

Le mostre rimarranno a disposizione per 30 giorni, mentre il festival avrà una durata di 3 giorni. In questi tre giorni ci saranno incontri pubblici, workshop tematici, visioni e anche occasioni di festa.

Al festival è abbinato un progetto di laboratori didattici per le scuole curati da Associazione Culturale Hamelin di Bologna.

Orari:
martedì, giovedì, venerdì:
9-13.30 15- 18
mercoledì e sabato: 9-13.30
domenica: 15-18
lunedì: chiuso


 
 
 
       

                             sponsor      


         
Associazione Culturale Mirada _ Via Chiavica Romea n. 88 _ 48100 Ravenna _ 0544.600825 _ mirada@tele2.it www.mirada.it