Teatro Rasi, Ravenna
dal 9 ottobre all'8 dicembre 2008
Venerdì 9 e sabato 10 ottobre 2009 Ravenna ospita la quinta edizione di Komikazen – Festival internazionale del fumetto di realtà, a cura dell’Associazione culturale Mirada.
Il Festival è realizzato nell’ambito delle iniziative del GAER Emilia Romagna (network regionali del GAI – Giovani Artisti Italiani) e di Italia Creativa.
La tendenza autobiografica, memorialistica, storica e di reportage del reale è sempre stata presente in molti dei grandi maestri dell’arte sequenziale. È proprio questo l’aspetto del fumetto che il Festival Komikazen prende in considerazione. In questa edizione in particolare sono presentate soprattutto storie che nascono da una tensione individuale, dalla ricerca e dalla sperimentazione.
Sei gli autori ospiti della quinta edizione di Komikazen, protagonisti di workshop e incontri insieme ad autorevoli rappresentanti dell’ambito culturale nazionale e presenti a Ravenna con le tavole originali di alcuni dei loro lavori più significativi, in mostra per un mese (fino al 8 novembre 2009) in vari luoghi della città.
Alle ore 21.00 al Teatro Rasi con l’inaugurazione della mostra Intervista a Pasolini di Davide Toffolo, Pasolini a Ravenna, che viene presentata dallo stesso Toffolo e dal registra teatrale Marco Martinelli regista e direttore artistico di Ravenna Teatro. Nell’incontro si ricordano le origini di Pasolini: suo padre era un ravennate, della nobile famiglia Pasolini Dall’Onda, un elemento biografico che la città di Ravenna sembra avere dimenticato o rimosso.
Toffolo nasce a Pordenone nel 1965 ed è autore di fumetti, oltre che cantante e chitarrista italiano, componente del noto gruppo Tre allegri ragazzi morti. È diplomato in Disegno Anatomico all’Università di Bologna, dove ha frequentato la scuola di fumetto Zio Feininger di Andrea Pazienza e Lorenzo Mattotti. Uno dei suoi temi prediletti è l’adolescenza con le sue difficoltà e i suoi conflitti. Tra i suoi ispiratori ci sono Pasolini, Ettore Petrolini, Federico Fellini e Tim Burton.
A Ravenna sono esposte le tavole originali del suo libro Pasolini. Il rapporto sofferto, dolente, ricco e profondo con un’icona culturale del Ventesimo Secolo. Pasolini riletto da Toffolo in un impossibile dialogo tra autori di diverse generazioni. Romanzo grafico, a cavallo tra cronaca e diario di viaggio, sugli scritti e le dichiarazioni di un intellettuale scomodo che ancora oggi, a trent’anni dalla morte, si rifiuta di aderire a categorie predefinite.
Davide Toffolo
(Pordenone, 1965)
Formatosi nell’ambiente dei Valvoline e della seminale scuola di fumetto Zio Feninger fondata da Andrea Pazienza, pubblica storie a fumetti dalla fine degli anni ’80.
Negli anni ’90 collabora con le riviste «Cyborg», «Nova Express», contribuendo anche alla nascita delle antologiche «Dinamite» e «Mondo Naif». Fonda successivamente una propria rivista, «Fandango», che ospita le storie dei Cinque Allegri Ragazzi Morti, che costituiscono l’emanazione fumettistica dell’altra esperienza centrale di Toffolo, ovvero la musica. Difatti il gruppo musicale Tre Allegri Ragazzi Morti (oltre a lui, Enrico Molteni e Luca Masseroni) sono una realtà che ha sempre viaggiato in parallelo al disegno e alla scrittura.
Nel 2001 pubblica invece il primo romanzo grafico lungo, Carnera: la montagna che cammina, dedicato al pugile migrante originario del Friuli. Nell’anno successivo appare invece Intervista a Pasolini, nel 2005 Il Re bianco, un racconto tra autobiografia e mito in cui l’incontro con il gorilla bianco, vittima di un’anomalia genetica e dello sguardo dei visitatori dello zoo di Barcellona, permette lo spiegarsi di una narrazione intima e malinconica.
è invece del 2007 l’interessante esperimento di Tres! Fumetti per il teatro. L’espediente narrativo del ritrovamento, di manzoniana memoria, permette a Toffolo di indagare i confini lacerati e spesso poco percorsi delle possibilità narrative del fumetto. In un piccolo paese dell’America Latina qualcosa si muove contro la Democrazia Populista che governa il paese. A scatenare la protesta però non è un guerrigliero, né un leader carismatico. La miccia è accesa da tre storie a fumetti, scritte per essere rappresentate a teatro, e dai tre attori che le incarnano: German, Derela, Coco. Proposte a fumetti per aggirare la censura, le tre storie parlano di potere, controllo e libertà, nella politica ma anche nei rapporti umani, e vengono messe in scena in vari spazi del paese. Dopo più di venti anni, le tre storie riemergono, ritrovate in un giardino di Buenos Aires proprio da Toffolo.
Al momento collabora alla rivista «Animals».
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