Fumo di China
Dicembre 2009
jam session con china e fotografie
Intervista a Dave McKean, il disegnatore che ha introdotto la computer graphic nel fumetto
Dave McKean è noto al grande pubblico soprattutto per aver collaborato alla saga di Sandman, il grande affresco a fumetti tessuto da Neil Gaiman. È stato grazie a quel lavoro, infatti, che il giovane illustratore (all'epoca ventiseienne) si è fatto notare mischiando in modo del tutto naturale, e ancora pressoché inedito, elementi disegnati e fotografie ritoccate al computer. Ma la carriera di McKean inizia con il disegno "classico", e nel corso di oltre vent'anni ha spaziato dal fumetto all'illustrazione, dalla fotografia al cinema. Per dirigersi ancora oltre. FdC l'ha intervistato per capire dove vuole arrivare.
Il tuo primo fumetto è stato Violent Cases, in coppia con Neil Gaiman. Come vi siete incontrati, e come avete deciso di lavorare insieme?
All'epoca stavamo entrambi lavorando per una rivista che avrebbe dovuto chiamarsi Borderline e che non vide mai la luce. Neil era un giornalista e stava scrivendo due o tre storie per l'antologia, io invece frequentavo ancora la scuola d'arte e stavo scrivendo e disegnando The Fox e Going to California. I nostri lavori ci piacevano reciprocamente, eravamo entrambi ambiziosi e avevamo idee simili riguardo a ciò che i fumetti avrebbero dovuto essere. Neil aveva scritto Violent Cases nel corso di un workshop e me l’aveva dato perché lo leggessi. Io lo vidi e pensai che avrei potuto farlo diventare un ottimo romanzo a fumetti, quindi ci proponemmo a Paul Gravett della Escape perché lo pubblicasse.
A parte qualche eccezione, come Cages e Arkham Asylum, hai lavorato quasi sempre con Neil Gaiman. La vostra collaborazione è stata così buona da non averti fatto venire la voglia di lavorare con altre o persone?
Non la vedo proprio così, visto che ho lavorato con SF Said, Ray Bradbury, David Almond, Heston Blumenthal, Iain Sinclair, John Cale e molte altre persone per progetti musicali e cinematografici. Adesso sto iniziando un libro in coppia con Richard Dawkins. Mi piace molto lavorare con persone interessanti e insolite, e in particolare quando si tratta di realizzare libri illustrati mi piace scovare scrittori che in genere non operano in questo settore.
Immagino che ci siano altri autori con cui non hai mai lavorato ma con cui ti piacerebbe collaborare, quindi...
Sì, e sono molti. Paul Auster, John Banville, Tom Stoppard, Christopher Hitchens, Michael Palin e Charlie Kaufman, giusto per citarne alcuni.
Tornando a Gaiman, quando collaborate tu partecipi attivamente al processo creativo o ti limiti a seguire le sue sceneggiature?
Per i suoi libri, Neil tende a scrivere tutto i! testo. Quando realizziamo un fumetto invece spesso ne parliamo un po' prima di iniziare il lavoro. In genere io suggerisco alcune modifiche quando mi trovo a disegnare, eliminando testo se l'immagine è già abbastanza eloquente, facendo in modo che dialoghi e disegni si sposino al meglio e così via.
E per quanto riguarda le copertine di Sandman? Che tipo di informazioni ricevevi prima di iniziare il lavoro?
All'inizio leggevo le sceneggiature. Quando Neil iniziò a essere in ritardo, invece, cominciammo a parlare di cosa sarebbe successo nel numero relativo. Alcune delle ultime copertine contenevano semplicemente immagini che sembravano appropriate alle atmosfere che lui mi comunicava. Ed è sorprendente vedere quanto si adattassero bene alle storie.
Hai realizzato copertine per diverse serie della Vertigo, come Sandman, Hellblazer, Black Orchid e The Dreaming. In che modo cambiava il tuo approccio al lavoro a seconda della diversa impostazione delle storie?
Cambiava, e di molto, anche se verso la fine della collaborazione ho iniziato a realizzare semplicemente copertine che mi soddisfacessero. Le storie non mi piacevano, quindi non ero affatto in sintonia con esse e le immagini che realizzavo avevano poco a che vedere con ciò che gli albi contenevano. Sono stato abbastanza lieto di lasciare la DC dopo aver realizzato alcune delle copertine per the Sandman Presents.
Cages è l'unico fumetto che ti sei scritto da solo. Come ricordi quell'esperienza?
Mi è piaciuto molto realizzare quel libro, anche se mi ha portato via molto tempo e ho dovuto realizzarlo insieme ad altri progetti. Avevo pianificato tutto, ma mi ero anche lasciato un bel po' di spazio per improvvisare man mano che andavo avanti con il disegno. Benché ci abbia lavorato per cinque anni, non mi sono mai annoiato e non ho mai perso fiducia nel progetto. Anzi, ho mantenuto grande attenzione ed entusiasmo fino all'ultima pagina. Cages mi ha insegnato come raccontare una storia al meglio, sia con il disegno che con la scrittura. Mi sono sentito come se avessi fatto un cattivo lavoro, con le mie opere precedenti, e dopo Cages ho prestato molta più attenzione allo storytelling.
Cosa significa "avevo pianificato tutto lasciando spazio per improvvisare"?
Quando scrivo mi piace pensare a tutta la storia prima di iniziare a scriverla e a disegnarla. Ho bisogno di sapere in ogni momento cosa sta accadendo, ed è questo il motivo per cui la realizzazione mi ha portato via così tanto tempo. Però mi lascio aperta la possibilità di improvvisare sulle singole scene, di seguire l'ispirazione del momento. Alcune delle sequenze che avevo pianificato sono state poi stravolte, ma il succo di ciò che succede in ognuna di esse è quello che avevo deciso all'inizio.
Hai anche realizzato copertine per album di molti musicisti. Il fatto che apprezzassi o meno la loro musica è stato determinante nello svolgere questi lavori?
No, non me ne è mai importato. Si ha una reazione emotiva ascoltando praticamente qualsiasi tipo di musica, sia che ci piaccia sia che non ci piaccia. Quello che faccio è ascoltare e reagire a quello che sento. È una fortuna che molte delle copertine che ho realizzato siano state per artisti che mi piacciono molto, come Bill Bruford, Bill Laswell, Michael Nyman, Iain Ballamy, Frontline Assembly, John Cale e altri.
La sola storia di supereroi che hai realizzato, Arkham Asylum, è da molti considerata come la miglior storia di Batman in assoluto. Sei proprio sicuro che non ti piacciano i supereroi?
Sì, ne sono certo. Penso che siano puerili, stupidi e frivoli, e che possano funzionare solo a un livello molto basso. Sono solo la soddisfazione delle fantasie di potere che hanno i bambini, banali oltre ogni immaginazione. Credo che i cartoni animati di Superman di Richard Fleischer siano quanto di meglio i supereroi possano dare. A tutto il resto darei volentieri fuoco.
So che stai lavorando a un tuo nuovo progetto, puoi parlarcene?
Caligaro è un romanzo a fumetti che parla di un cinema itinerante che proietta episodi di una vecchia serie. Lentamente, gli abitanti del luogo cadono sotto l'ipnotico incantesimo del protagonista, Caligaro appunto. Dovrebbe uscire per la Abrams, nel 2011.
Altri lavori in cantiere?
Il libro che sto realizzando con Richard Dawkins è basato su una serie di domande, alle quali inizialmente si dà risposta per mezzo del mito e della religione. Poi si passa alle vere spiegazioni scientifiche, che nelle nostre intenzioni il lettore dovrebbe trovare ancor più stupefacenti e miracolose. Sto anche realizzando una serie di fumetti brevi intitolata Picture That Tick 2. Del primo volume dovrebbe uscire a breve l'edizione in brossura per Dark Horse. Poi sto lavorando a una storia erotica muta per Delcourt e a un altro libro con David Almond che si intitolerà Mouse Bird Snake Wolf, stavolta sotto forma di fumetto. Ho anche terminato un libro di illustrazioni intitolato Nitrate e sto iniziando a lavorare a un nuovo libro fotografico che si intitolerà Pholk. Ah, sì, sto anche illustrando l'edizione deluxe di Smoke and Mirrors, di Neil Gaiman, pubblicata da Mirrors and Subterranean. Di certo ci sarebbe anche molto altro, ma credo che per adesso possa bastare.
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Una vita d'inchiostro e musica
La carriera di Dave McKean inizia nel 1987 con la pubblicazione di Violent Cases, scritto dall'amico Neil Gaiman. L'anno successivo i due autori danno vita alla miniserie Black Orchid, pubblicata dalla DC Comics. Nello stesso anno inizia a uscire Hellblazer, di cui McKean illustrerà le copertine dei primi 19 albi e quelle dei numeri 27 e 40, dei quali è anche disegnatore. La collaborazione con la DC Comics procederà fino all'inizio degli anni 2000, con la realizzazione di Arkham Asylum, in coppia con Grant Morrison, e di molte copertine per l'etichetta Vertigo (oltre alla citata Hellblazer anche Sandman, la serie regolare di Black Orchid, The Dreaming e altre). Tra il 1990 e il 1996 realizza i dieci numeri di Cages, la sua opera più personale. Gli anni seguenti vedono ulteriori collaborazioni con Gaiman, con il quale dà alle stampe Il giorno che scambiai mio padre con due pesci rossi e I lupi nei muri, dµe libri per bambini ai quali si deve aggiungere Coraline. Del 2005 è invece il suo primo lungometraggio, MirrorMask. Nel corso della sua carriera Dave McKean ha realizzato anche oltre 150 copertine di album musicali per artisti di fama internazionale, tra i quali si annoverano Tori Amos, Counting Crows, Michael Nyman, Paradise Lost e Alice Cooper. Al suo impegno nel campo figurativo, McKean affianca anche una vera passione per la musica: è infatti un pianista jazz e alcune sue musiche sono state inserite nel CD allegato all'edizione in volume, in tiratura limitata, del suo Cages.
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