Il Mucchio Selvaggio
Ottobre 2009
A cura di Andrea Provinciali
komikazen: un'alcova per le nuvole
Giunge alla sua quinta edizione il Komikazen, Festival internazionale del fumetto di realtà organizzato dall'Associazione culturale Mirada. L’appuntamento è per il 9 e il 10 ottobre a Ravenna. Dave McKean, Peter Kuper, Carlos Trillo, Davide Toffolo, Paolo Bacilieri e Gianluca Costantini: anche quest'anno gli artisti ospitati ben riflettono l'alto valore qualitativo di un "piccolo grande festival" che in punta di piedi è riuscito negli anni a ritagliarsi un proprio intimo spazio, un'alcova, quasi, di tutto rispetto nel panorama fumettistico italiano. Di tutto ciò ne abbiamo parlato con l'organizzatore, nonché affermato fumettista, Gianluca Costantini.
Quando, come e soprattutto perché nasce il festival Komikazen?
Nel 2005 ero in una corriera in mezzo alla Turchia, era inverno, ero con Elettra Stamboulis con cui ho avuto l'idea. Inventammo il nome - preso a prestito da una vignetta turca di una rivista che trovammo in una bancarella - e decidemmo chi avremmo invitato alla prima edizione. Fu una decisione presa dopo le mostre che avevamo organizzato negli anni precedenti: Joe Sacco, Marjane Satrapi e Aleksandar Zograf. Volevamo che questo tipo di autori si potessero conoscere e scambiare delle idee, delle opinioni, e soprattutto li volevamo conoscere noi, passare con loro un po' di tempo. Volevamo un'occasione di purezza e di disponibilità di tempo. Il cuore di Komikazen è appunto il dialogo che si crea in quei pochi giorni, parlare del mondo mediante "l'immagine che parla". Il Festival è organizzato da pochi e con pochi mezzi. Tutto segue la filosofia “Do it Yourself”. I pochi fanno tutto, dal montaggio alle presentazioni.
Quale peculiarità contraddistingue Komikazen dagli altri festival presenti in Italia?
Il pubblico del Festival non è quasi mai formato da appassionati di fumetto, non ci sono collezionisti oppure nerds... Sono persone curiose con età che vanno dall'adolescenza alla vecchiaia, sono attratti dalle tematiche affrontate, quasi mai dai nomi degli autori. Non c'è un mercato per comprare. Bisogna essere pronti ad ascoltare, perché soprattutto si ascolta e si guarda. Cerchiamo di fare delle mostre di alto livello al pari di quelle dell'arte contemporanea.
Cosa c'è da aspettarsi da questa quinta edizione? Ci sono alcune novità?
Le novità, per noi, sono sempre gli autori, naturalmente. Ci sono delle nuove importanti collaborazioni con Festival stranieri che noi abbiamo denominato "Network dei Festival del Fumetto alternativo e indipendente". Hanno aderito il Linz Next Comics, Rennes Periscopage e il famoso Babel di Atene. Sono festival che condividono il nostro stesso spirito di ricerca e di passione. Da segnalare il workshop con uno dei più importanti autori al mondo in questo momento, Peter Kuper, che riprende l'esperienza fatta con Sacco e Satrapi e che finora non era stata riproposta dal festival. L’incontro tra il teatro di ricerca italiano e il fumetto con la conferenza/performance con il regista Marco Martinelli e Davide Toffolo su Pasolini. Lo strano connubio che ci sarà alla mostra "Opus quotidianum" tra il mosaico e il fumetto. L’intersezione tra saggistica impegnata e fumetto straniante con l'incontro con Paolo Bacilieri e lo scrittore e politico Gianfranco Bettin.
Ci parli dell'encomiabile concorso "Selezionati per Komikazen"?
Quando abbiamo deciso di fare un concorso ci è sembrato la cosa più ovvia che il premio fosse la pubblicazione del libro. Sembrava una cosa scontata, ma in verità nessuno l'aveva mai messa in pratica a questo livello. Questo concorso si distingue molto dagli altri soprattutto perché richiede un grosso lavoro per essere selezionati e un grandissimo lavoro se si deve realizzare il libro. Come ha detto uno dei premiati: "Komikazen non dà, chiede". I primi due libri premiati, Il re dei fiumi di Marino Neri (Mucchio n. 656) e Mecnavi di Leonardo Guardigli (Mucchio n. 658), hanno avuto un'ottima accoglienza, e credo che anche il libro che verrà pubblicato quest'anno da Comma 22, Kurden People di Marina Girardi, seguirà le stesse orme. Il Festival riunisce una commissione ogni anno di cui fanno parte: l'editore, disegnatori e curatori. Per quanto riguarda invece la parte economica il Festival in collaborazione con la Regione Emilia Romagna paga, in parte, la produzione del libro.
Dall'esterno, al Komikazen sembra trasparire una costruttiva sinergia tra i vari addetti ai lavori atta a promuovere il fumetto in tutti i sensi. È così?
Direi che ci si prova, siamo pur sempre in Italia, niente fila mai liscio. Ci sono sempre gelosie, egocentrismi, persone stupide che possono rovinare la costruzione sinergica. Ma posso anche dire che fare un Festival culturale sul fumetto è più semplice che uno commerciale, nel senso che intanto non ci sono soldi per nessuno... Quindi sicuramente non si litiga per i quattrini, onorabili assenti. All'inizio anche l'assenza del mondo del fumetto classico un po' ci indispettiva, ci sembrava una mancanza di attenzione colpevole. Per dire, alla mostra di Satrapi c'erano veramente pochissimi esponenti del mondo del fumetto: sostanzialmente gli amici. Poi ci siamo abituati.
Tu che sei completamente immerso in questo mondo cosa ne pensi dello stato di salute del fumetto in Italia e del suo futuro prossimo? Sono nate nuove riviste, nuovi festival, alcuni grandi gruppi editoriali si stanno allargando al fumetto, Gipi in tv: il futuro è roseo, oppure non tutto è positivo?
Il fumetto vive, internazionalmente, un grande momento. In tutti i paesi escono libri interessanti, e questa è una gran cosa. Soprattutto ci si interessa a tematiche difficili e mai affrontate e nel grande calderone si sperimenta anche molto. lo sono felice se Gipi oppure altri vanno in tv, sono super felice che escano delle riviste a fumetti belle e brutte. Tutto questo fa s1 che si crei un fermento creativo, una rincorsa alla creazione, e per chi, come me, ama il disegno in tutte le sue sfaccettature e inclinazioni questo non può essere che meraviglioso. Perché se si crea un mondo plurale, in mezzo alla moltitudine poi sbocceranno anche i capolavori e questo sì effettivamente è raro...
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