Corriere Romagna
Sabato 5 dicembre 2009
Di Marcello Tosi
Il fumetto tra memoria e libertà
Costantini e Stamboulis raccontano “L’ammaestratore di Istanbul”
CORIANO. Terza e conclusiva giornata della rassegna di percorsi artistici tra antiche domande e saperi giovani intorno al tema Libertà come bene supremo, che vedrà protagonisti oggi alle 18.30 al Teatro Corte Coriano Gianluca Costantini e Elettra Stamboulis autori de L’ammaestratore di Istanbul, a colloquio con Michele Marziani.
Seguirà la lettura del loro romanzo grafico svolta dagli studenti della Non-scuola del Teatro delle Albe con al guida di Roberto Magnani. Tra disegni e giornalismo, la loro opera (“Sangue in Algeria”, “Daily Iraq”), così come il festival Komikazen da loro ideato, ha permesso di guardare al fumetto di realtà come ad un altro modo di guardare la storia, da dentro, di fissare protagonisti, luoghi, eventi in quadri di parole e immagini, in cui l’immediatezza telegrafica del segno si sposa all’immediatezza della notizia figurata.
Tutta la vostra progettualità, la vostra ricerca di libertà espressiva e non solo – abbiamo chiesto ai due autori ravennati – sembra aderire a quanto evidenzia Isabella Bordoni nella presentazione del festival: «Segno di eloquenza civile» per fare della conoscenza un luogo di cittadinanza poetica.
«Nella nostra ricerca – ci dicono – abbiamo sempre messo in primo piano la libertà e combattuto chi la toglie. Lo abbiamo fatto soprattutto con l’uso delle immagini cercando di insegnare il loro linguaggio di lettura. Siamo purtroppo in un contesto educativo e sociale in cui la comunicazione avviene per immagini, ma non esiste quasi la didattica dell’immagine. Non sempre questa libertà è permessa né benvoluta».
Chi era Osman Hamdi L’ammaestratore di Istanbul?
«Vissuto alla fine dell’Impero Ottomano pittore, archeologo, fu un uomo che cambiò l’arte del suo tempo e la sua città. In questo senso cercò di ammaestrare Istanbul come un domatore oppure come u Derviscio cerca di educare tartarughe».
Fumetto quindi come strumento di memoria, da leggere con occhi che pongono domande?
«Il disegno ricostruisce la memoria con le immagini, accentua ed elimina le cose. La memoria di Hamdi è stata dimenticata per un lungo periodo dalla Turchia odierna, ma è sempre lì e si fa trovare, emerge quando le energie lo richiedono. È stato difficile ricostruire la sua vita e il suo percorso d’artista ma allo stesso tempo è stato facile perché lui ci parlava attraverso Istanbul».
Nella presentazione dell’ultima edizione di Komikazen avete evidenziato l’interesse a dare spazio a storie che altrimenti non trovavano adeguati canali nella macchina dell’entertainment.
«Ci sono storie interessanti che non vengono degnate d’attenzione dai media, e anche un servizio giornalistico come il tg appare ormai puro entertainment. Spesso il fumetto va a leggere cose che altri non leggono e noi cerchiamo di dare voce a questo». |