| 2009 |
Kurden people di Marina Giradi |
Al porto di Patrasso, sotto un torrido sole estivo, si incrociano la rotta di Sonia, che sola col suo zaino ritorna da una vacanza a Creta, e quelle dei ragazzi kurdi in fuga dalle persecuzioni che subiscono nei loro paesi.
Sonia si scopre testimone di un esodo: la Venezia dei merletti di pietra dei suoi spensierati anni universitari è una delle tappe più tragiche di quei viaggi clandestini che hanno origine in Kurdistan. Non le resta che partire e andare a vedere cosa succede in quell’area del Medio Oriente che coincide con l'antica Mesopotamia. Sonia conosce la strada, le basta tornare sui banchi delle scuole medie, dove questa storia di sopraffazioni le è già stata raccontata, e da lì perdersi, scorrendo a ritroso i secoli, sulle montagne del Kurdistan.
Edito da Comma 22
Dimensioni: 17x24
Materiale: brossura
Pagine e colori: 80 pagine, due colori
Prezzo 10,00 euro €
| 2008 |

Il re dei fiumi di Marino Neri |
Bruno, un bambino di undici anni che vive con la nonna e lo zio ex partigiano, trova nel giardino di casa un teschio. Spinto dallo stupore della scoperta, e deciso a tutti i costi a dare un senso a quella straordinaria apparizione, Bruno inizia una sua personale ricerca - sono le ossa di una scimmia del Pleistocene, oppure i resti di un lontano parente che lui non ha mai conosciuto? - che finirà per intrecciarsi con i racconti del grande pesce che regna sovrano su tutto ciò che il fiume custodisce. La storia, ambientata a Modena negli anni Settanta, durante uno degli ultimi grandi straripamenti del fiume Secchia, è un viaggio a ritroso alla ricerca delle proprie radici visto con gli occhi pieni di meraviglia di un bambino, un viaggio della fantasia, misto di meraviglia, eccitazione e paura, dove con forza improvvisa fa la sua comparsa la realtà degli adulti.
Edito da Kappa Edizioni
Dimensioni: 17x24
Materiale: brossura
Pagine e colori: 79 pagine, bianco e nero
Prezzo 9,90 euro €

Mecnavi di Leonardo Guardigli |
Sono passati più di vent’anni dal più grave incidente sul lavoro del dopoguerra. Il 13 marzo 1987 nel cantiere Mecnavi del porto di Ravenna tredici operai morirono soffocati dai gas tossici sprigionati durante un incendio nella stiva di una nave. Quello della Mecnavi era considerato come uno dei più importanti cantieri privati di riparazioni navali in Italia e in Europa, con circa 70 dipendenti e diverse imprese appaltatrici che lavorano contemporaneamente per ridurre i tempi di permanenza delle navi in porto e ottenere il maggior profitto possibile.
Il 13 marzo dell’87 a bordo della nave gasiera “Elisabetta Montanari” si stanno effettuando operazioni di pulizia dei doppifondi. L’ambiente nel quale avvengono i lavori si presenta come un complesso intreccio di cunicoli schiacciati nei quali i picchettini, ovvero gli addetti alle pulizie delle stive, devono fare i conti con un lavoro sporco e rumoroso, stesi sulla schiena o sul ventre, in uno spazio che non va oltre gli 80-90 centimetri di altezza.
Sono diverse le operazioni che avvengono contemporaneamente, mentre nel doppio fondo si eseguono le pulizie, nella soprastante stiva si effettuano tagli alle lamiere per mezzo di fiamma ossidrica, aumentando così le probabilità di infortunio.
Infatti, esattamente durante questa operazione si sviluppa un principio di incendio che va a colpire il rivestimento catramato dei serbatoi a GPL, scatenando così gas tossici come ossido di carbonio e acido cianidrico.
Tutti gli operai restano intrappolati. La perizia depositata nel dicembre del 1988 (otto tecnici nominati dal Magistrato) afferma: ”…lo scenario in cui si operava rendeva l’evento catastrofico non dipendente dalla casualità ma piuttosto appartenente all’insieme delle quasi certezze” e ancora: “…al di là dei tempi e delle modalità con cui si è svolta la lunga agonia delle vittime un fatto rimane assolutamente certo ed inequivocabile: per nessuno degli operai rimasti intrappolati nella stiva dopo lo sviluppo dell’incendio vi era alcuna possibilità di fuga perché non erano state previste vie alternative d’uscita.”
Mancava completamente un piano di sicurezza dell’intera nave. Gli Impianti elettrici, i ponteggi, le opere provvisionali, i parapetti, l’illuminazione e la segnaletica, nulla di tutto questo era a norma di legge. In quel triste giorno, la preoccupazione dei responsabili, secondo un avvocato di parte civile, “non fu quella di collaborare con i vigili del fuoco, ma correre a casa dei dipendenti per recuperare i loro libretti di lavoro e tentare di metterli in regola”.
Tredici operai di cui tre non ancora ventenni e otto non in regola, persero la vita in quelle drammatiche condizioni, per alcuni era il primo giorno di lavoro.
Edito da Centro Andrea Pazienza
Dimensioni: 17x24
Materiale: brossura
Pagine e colori: 64 pagine, bianco e nero
Prezzo 9,00 euro €
| Associazione Culturale Mirada |
Via Mazzini n.83 48100 Ravenna
Tel. 0544.217359 |
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| Assessorato Politiche Giovanli |
via D’Azeglio 2 – 48100 Ravenna
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